Pugilato, tatoo nazisti, il boxeur triestino Broili sospeso dalla Federazione

26.09.2021 – 06:00 – Il giovane pugile triestino Michele Broili, è stato sospeso per due mesi da ogni attività agonistica, sociale e federale. A deciderlo la Federazione Pugilistica Italiana in seguito allo scandalo fatto emergere lo scorso 19 Settembre dal quotidiano sportivo nazionale “La Gazzetta dello Sport” in merito ai tatuaggi dell’atleta inneggianti al nazismo quali il totenkopf e il logo delle SS, tatuaggi realizzati in gioventù e con la quale l’atleta giuliano ha già combattuto decine di incontri ma che solo in questi giorni sono diventati motivo di ammonizione da parte della FPI. (Scandalo scoppiato l’indomani della sfida per il titolo italiano pesi Superpiuma contro il boxeur italomarocchino Nourdine). Broili, il prossimo 27 Settembre sarà ascoltato dalla Procura Federale e, secondo quanto si evince dalle colonne del quotidiano locale “Il Piccolo”, è stato deferito per “presunte gravi violazioni disciplinari” . Nel frattempo procedono di gran lena le indagini degli inquirenti nei confronti del 28enne dell’Ardita Boxe Trieste il quale potrebbe essere accusato anche di “apologia del fascismo” (reato previsto dall’art. 4 della Legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, ndr). Sempre secondo “Il Piccolo”, infatti, la locale Procura della Repubblica, nei prossimi giorni, potrebbe aprire un fascicolo a suo carico.