Pugilato, sfuma tra le polemiche il sogno tricolore del triestino Broili

19.09.2021 – 13:00 – Purtroppo è sfumato nella notte il sogno dell’Ardita Boxe Trieste di riportare nel Capoluogo Giuliano il titolo di “Campione dei Pesi Superpiuma”. Alle ore 22:00 di ieri, Sabato 18 Settembre, presso il PalaChiarbola, il suo alfiere, il ventottenne pugile triestino Michele Broili ha perso la sfida contro l’astigiano di origine marocchina Hassan Nourdine. Un incontro che è stato appannaggio esclusivo del piemontese con parziali di 91-98, 91-98 e 96-95. La riunione pugilistica è stata organizzata dalla Promo Boxe Italia e dall’Ardita Boxe Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste e la Lion Gym.

Nono sono mancate poi, nel finale, alcune polemiche da parte della Federazione Puglistica Italiana in merito ai tatuaggi dell’atleta triestino tra i quali spiccano due simboli nazisti tatuati sul petto ossia una totenkopf (testa di morto, logo dell’unità paramilitare addetta alla custodia dei campi di concentramento) e il simbolo delle SS (organizzazione incaricata da Adolf Hitler di organizzare e rendere operativo ogni aspetto dell’Olocausto).

“La FPI condanna e stigmatizza con forza e perentoriamente il comportamento del proprio tesserato e si dissocia da ogni riferimento che i tatuaggi offensivi dallo stesso portati evochino. Tale comportamento è in palese contrasto con le norme sancite dal “Codice di Comportamento Sportivo del Coni (art.5)” che la FPI recepisce, condividendone spirito e contenuto”. Per tanto la Federazione, “si riserva di sottoporre agli Organi di Giustizia Federali tale comportamento affinché ne sia, nelle opportune sedi, valutata la contrarietà rispetto allo Statuto ed ai Regolamenti Federali e vengano adottate le opportune misure sanzionatorie anche a tutela dell’immagine della Federazione Pugilistica Italiana. Riservandosi, altresì, ogni opportuna azione”.

“Durante l’incontro – continua la nota – si sono notati alcuni tatuaggi sul corpo del pugile Broili inneggianti al nazismo e, come tali, costituenti un comportamento inaccettabile e stigmatizzato da sempre dalla Federazione Pugilistica Italiana, la quale è costantemente schierata contro ogni forma di violenza, discriminazione e condotta illecita e/o criminosa. Ovviamente di tale comportamento è esclusivamente responsabile il tesserato che lo ha posto in essere e, semmai, indirettamente ed oggettivamente la Società di appartenenza che lo abbia avallato e/o tollerato. Alcuna responsabilità può e deve essere ascritta alla Federazione Pugilistica Italiana, la quale non può essere a conoscenza delle scelte personali di ogni singolo tesserato sino a quando non ne abbia contezza”.

Lo scorso anno, lo stesso Broili, era già finito al centro di una polemica quando nel mese di Febbraio, in occasione della “Boxe Night” era stato raffigurato su un cartellone pubblicitario accanto all’emblema del Comune di Trieste. Per l’occasione non erano mancate polemiche in sede di consiglio comunale.