Green Pass, proteste in Slovenia: 9 arresti, 7 poliziotti feriti, auto in fiamme

La Polizia ha reagito coi gas lacrimogeni

17.09.2021 – 09.00 – Sette agenti di polizia sono stati feriti e diversi veicoli della polizia bersaglio di torce e sassi questo mercoledì a Lubiana, quando una protesta pacifica anti misure Covid che annoverava migliaia di persone si è trasformata al calare della notte in una “riot”, una rivolta violenta. Nove agitatori sono stati arrestati, ha comunicato ieri la Polizia slovena.
Le forze dell’ordine hanno inizialmente disperso il corteo di protesta a seguito del lancio di bottiglie, torce accese e sassi verso gli agenti e il Parlamento, rompendo una decina di finestre dell’edificio. La Polizia non ha lesinato nei mezzi, impiegando contro i protestanti un cannone ad acqua e gas lacrimogeni.
I media locali hanno criticato la gestione dell’emergenza da parte delle autorità, osservando la mancanza di un numero sufficiente di poliziotti nelle prime fasi e l’assenza di barriere divisorie che solitamente vengono piazzate proprio per limitare i danni nella capitale, durante le proteste che si svolgono il venerdì.
Secondo l’agenzia di stampa STA che cita a sua volta il portale di news N1, al corteo pacifico si erano aggregati diversi hooligan da stadio in cerca di violenza.

Il Ministro degli Interni Aleš Hojs ha descritto il teppismo di strada avvenuto nella notte come “vergognoso per una società democratica” e “una messa in pratica del fascismo di sinistra“, accusando prontamente l’opposizione di aver fomentato la violenza.
Quando i media gli hanno chiesto se vi erano prove a quel riguardo, ha risposto che è “difficile dimostrare direttamente se una persona o l’altra hanno chiamato qualcuno, ma si tratta di uno schema che vediamo ripetersi dallo scorso anno” riferendosi così alle analoghe proteste avvenute il 5 novembre 2020.

La protesta era stata organizzata da diversi gruppi Facebook sloveni, incluso un piccolo partito politico chiamato Resni.ca, il cui leader Zoran Stevanovič si è smarcato dalla violenza avvenuta, accusando a sua volta il governo di essere dietro alle violenze avvenute: “Poiché le autorità non sapevano come allontanare l’attenzione pubblica da questa protesta, hanno attivato un gruppo di teppisti immediatamente dopo la fine del corteo per inscenare una battaglia con la polizia… Sfortunatamente molti manifestanti pacifici che si erano già allontanati hanno sofferto le conseguenze della repressione della polizia”.

Occorre evidenziare come in Slovenia le proteste, dall’inizio del primo lockdown, si siano caratterizzate da una caratura politica molto più pronunciata che in Italia, intrecciando l’opposizione al governo con le proteste contro le misure anti Covid.
Molte delle misure anti Coronavirus vanno infatti inquadrate nel tentativo di Janša di “orbanizzare” il paese sul modello ungherese, neutralizzando ad esempio la libertà di stampa o limitando il diritto di riunione.
È corretto definirle proteste spesso anti-Janša, più che anti Covid; anche se dopo due anni i due elementi sono talmente intrecciati, talmente connessi da rendere difficile dipanare i fili della politica e dell’emergenza sanitaria.

Fonti: STA, Seven officers injured during Wednesday’s rally, nine rioters apprehended

[z.s.]