Nikola Tesla: l’uomo dal futuro arriva a Trieste?

30.08.2021 – 09.55 – Scientifica e Mitteleuropea sono i due termini che forse al meglio descrivono la Trieste di ieri e di oggi. Storicamente, e notoriamente, crocevia di culture, il capoluogo giuliano oggi è anche conosciuto come “Città della Scienza“, un traguardo attestato oltre che dalle numerose realtà scientifiche che lo costellano, anche dalla presenza di un evento di portata internazionale quale è stato lo scorso anno ESOF2020.
Quando si parla di Scienza e Mitteleuropa, però, non c’è solo Trieste: c’è una figura infatti che racchiude altrettanto bene questi due elementi. Si tratta di Nikola Tesla, inventore, scienziato e ingegnere elettrico, genio e pioniere nel campo dell’elettromagnetismo la cui opera scientifica contribuì alla seconda rivoluzione industriale.
Su queste premesse pone le sue basi il progetto Tesla: un uomo dal futuro a cura dell’Associazione Culturale Giovanile Serba di Trieste (ACGS), che con il coinvolgimento di realtà locali e internazionali, scientifiche e non, mira a portare a Trieste e far conoscere ai triestini l’opera del grande scienziato. Ne parliamo con la Project Lead del progetto la dott.ssa Maja Berović.

Tesla, quindi, arriva a Trieste?

“Sì, senza anticipare troppo, si tratta di un progetto che come Associazione Giovanile Culturale Serba stiamo portando avanti dall’inizio di quest’anno. Ma l’idea in realtà era nata ancora prima del Covid, nel 2019, quando a Milano per la prima volta vidi un progetto analogo dedicato proprio a Tesla. All’epoca mi chiesi: perché non proporre qualcosa di simile anche a Trieste?”

Qualche anticipazione?

“Il progetto vede, oltre che la co-organizzazione del Comune di Trieste, la stretta sinergia e collaborazione con il Museo Nikola Tesla di Belgrado, che custodisce la più grande collezione di brevetti e lasciti di Tesla, con oggetti e documenti appartenuti al grande genio, fondamentali per testimoniarne e ripercorrerne la vita e l’importante opera scientifica. Come è facile intuire, quindi, ci sarà un’esposizione. A questo andranno poi ad aggiungersi alcuni eventi collaterali di carattere artistico e culturale, tutti volti a raccontare – ciascuno a modo suo – la vita e le opere del grande genio”.

Perché proprio Trieste?

“Le ragioni in realtà sono molteplici. In primo luogo perché questa è la città della scienza, e quindi la cornice più adatta per un’iniziativa dedicata ad uno scienziato; a questo si aggiunge il fatto che qui si trova la sede del Consolato generale della Repubblica di Serbia (che fa riferimento al territorio del Triveneto) e la comunità serba di Trieste è nota per essere una delle più numerose in Italia. Infine, la città stessa, con la sua storia ed il suo passato, rispecchiano molto bene l’ambiente e l’epoca in cui Tesla visse, sviluppò le sue teorie e fece le sue scoperte. Lo scienziato, quindi, a mio giudizio rappresenta la figura perfetta in grado di unire tutti questi elementi: da un lato in quanto scienziato, e dall’altro poiché rappresenta una sorta di ‘collante culturale’ per i membri della comunità stessa. In parole semplici: è quel personaggio che per la sua storia e i suoi importanti contributi scientifici è in grado di mettere sempre tutti d’accordo”.

Tesla è però allo stesso tempo un personaggio controverso…

“Di Tesla si sente spesso parlare della sua vita privata o, ancora, a emergere è solitamente il problema legato alla sua nazionalità. Ma chi parla di Tesla in questi termini spesso trascura quelle che sono le cose realmente importanti di lui, ovvero il suo enorme contributo al mondo scientifico. Insomma, a tutti piace la figura di Tesla, ma raramente si parla di lui per parlare di scienza. Noi con questo progetto vogliamo riportare al centro proprio questo aspetto, facendo conoscere lui e le sue scoperte ai cittadini”.

La scienza che “incontra” il cittadino?

“L’intenzione è questa ed è coerente con quella che era un po’ la filosofia di Tesla, ovvero ‘scienza per tutti’. Con questo progetto c’è infatti anche la volontà di creare una sorta di ‘ponte’ tra la scienza e il cittadino, tra i quali spesso non c’è comunicazione, e se c’è è spesso incomprensibile ai ‘non addetti ai lavori’. Tutti sanno cos’è uno scienziato, ma quasi nessuno sa cosa effettivamente faccia nel concreto; dal canto suo lo scienziato non fa molto per comunicare il suo lavoro. Manca quindi questo collegamento: la città e il mondo scientifico che parlano tra loro, concretamente”.

Come è nata la sinergia con l’Associazione Culturale Giovanile Serba? 

“Un po’ li conoscevo già, un po’ la loro visione moderna e multiculturale, senza dimenticare gli aspetti legati alla tradizione, mi sembrava la più adatta per realizzare un progetto come questo. Tra me, che provengo dall’ambiente scientifico e loro come Associazione, abbiamo trovato il modo di unire il mondo scientifico e quello della comunità”.

Quali sono le vostre aspettative?

“Per ora vediamo che anche da parte delle diverse realtà e soggetti coinvolti nel progetto c’è molto entusiasmo e il riscontro è positivo; si è creato un bel network e vediamo che c’è molta voglia di fare. Nonostante all’inizio sembrasse impossibile, più andiamo avanti e più vediamo che questa è la direzione giusta verso cui lavorare, creando nuove connessioni, collaborazioni, progetti e iniziative in grado di unire realtà locali che prima non sapevano come comunicare tra loro”.
[Per maggiori informazioni scrivere a: [email protected]]

[Maja Berović: nasce nel 1989 a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina) e completa i suoi studi in fisica nel 2012 alla Facoltà di Scienze Naturali e Matematica di Novi Sad (Serbia), dove, nel 2014, ottiene la laurea magistrale in Fisica Teorica della Materia Condensata. Nel 2018 consegue un dottorato di ricerca alla SISSA, nel Dipartimento di Teoria e Simulazioni numeriche della Materia Condensata, trattando tematiche relative ai superconduttori e ai sistemi quantistici correlati. Fino al 2019 svolge la propria attività di ricerca nell’ambito di studi post-dottorato, lavorando al contempo nel settore privato dove è tuttora impiegata. Da 10 anni partecipa attivamente all’organizzazione di attività sociali e di divulgazione scientifica.]

n.p