IL FVG chiede una Zona Logistica speciale per unire porto e industria

22.07.2021 – 07.00 – La Regione Friuli Venezia Giulia torna a scommettere sul progetto di una Zona Logistica Semplificata (ZLS): un’area, connessa con il retroterra portuale, fiscalmente vantaggiosa per imprese e investimenti privati che riunisca insieme infrastrutture stradali, ferroviarie e industriali. Non a caso, quando la ZLS è stata nuovamente presentata ieri ad amministratori locali e portatori di interesse, ci si è richiamati all’esempio dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, quale presenza in grado di favorire l’applicazione di una ZLS. Occorre tuttavia precisare che il regime di porto franco triestino sia una realtà radicalmente diversa dalle ZLS, su un piano superiore e largamente inattuato. Il richiamo, come delineato qualche giorno fa dal Presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga, è al ruolo del Friuli Venezia Giulia come una piattaforma logistica che interconnetta le nazioni mediterranee coi paesi del nord; un paradigma richiamato dall’assessore alle infrastrutture Graziano Pizzimenti, secondo cui “con la creazione della ZLS abbiamo la possibilità di sfruttare questi flussi di beni non solo per attivare un’economia di attraversamento collegata alla loro movimentazione, magazzinaggio, ma anche per sostenere un’economia di produzione e trasformazione, fondata sulle lavorazioni e l’assemblaggio”.
Un modo per combinare “le dotazioni infrastrutturali regionali con la vocazione produttiva
dei territori migliorando la competitività e generando nuovo valore economico”.
Le zone logistiche semplificate stanno acquistando, negli ultimi anni, una certa popolarità; vengono spesso invocate dalla politica per rinvigorire l’economia del sud d’Italia, mentre in Veneto sono una realtà presente da tempo che ha saputo dimostrarsi utile, sebbene non risolutiva.

[z.s.]