20.05.2021 – 08.30 – Il futuro di Trieste passa attraverso la finanza? Sì, ma sostenibile! È il progetto dell’associazione “Sustainable Financing” che riunisce 13 grandi imprenditori del nord est, i quali hanno ieri proposto di candidare Trieste a sede della nuova Banca europea per lo sviluppo sostenibile. Si tratta di un organismo finanziario completamente nuovo, destinato, come recita Sustainable Fincancing, “ad affiancare le tre attuali Istituzioni finanziarie dell’Unione europea e a proiettarsi nella promozione e gestione di iniziative caratterizzate dall’obiettivo prioritario della sostenibilità”.
L’Unione Europea ha compreso, a seguito dell’emergenza Covid, come sia necessario essere maggiormente reattivi alle continue ondate di crisi che si riversano sul vecchio continente; dalla pandemia, ai migranti, ai disastri naturali. Nella mente degli italiani è d’altronde ben vivo il ricordo dello scorso marzo-aprile 2020, quando i fondi europei venivano osteggiati dai paesi frugali, con il consueto ostruzionismo neo liberale contro i paesi mediterranei.
In questo contesto occorre ammettere come la parola “sostenibilità” sia ormai di moda; se ne discuteva già con riferimento a ESOF 2020 e al progetto di Stefano Fantoni della Fondazione Internazionale Trieste (FIT) di un “Summer Institute” basato sulle “Scienze della Sostenibilità“.
Il momento, sul fronte italiano, sembra inoltre adatto: il paese non ha una sua sede, né una posizione di vertice nella finanza europea, nonostante il suo ruolo di spicco nell’UE; e la nomina di Mario Draghi offre un notevole rilievo internazionale.
Trieste, dal suo canto, ha spesso decantato le proprie doti di città “della diplomazia”.
L’iter, allo stadio attuale, prevede che la proposta venga analizzata prima dalle istituzioni locali e poi dal Ministero dell’Economia e Finanze a cui seguirà infine, da parte dell’Italia, la candidatura ufficiale all’Unione europea.
[z.s.]


