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venerdì, 2 Dicembre 2022

L’A.C.Milan aderisce al progetto triestino “Parole O_Stili”, in serata la presentazione

13.04.2021 – 08:00 – L’Associazione Calcio Milan, a partire da questa sera, sarà il primo club di Serie A ad apporre il proprio nome a supporto del progetto “Parole O_Stili”, manifesto della comunicazione non violenta nel mondo dello sport. La cerimonia di sottoscrizione del documento si terrà in serata, alle ore 17:00, e verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook di Parole O_Stili. All’evento prenderanno parte il patron di POS, Rosy Russo, l’A.D. rossonero Ivan Gazidis e il Capo dell’Ufficio Comunicazione del Milan Pier Donato Vercellone. Tra gli ospiti saranno presenti il difensore bresciano Davide Calabria, l’attaccante del Milan Femminile Deborah Salvatori Rinaldi, il Vicepresidente Onorario Franco Baresi, il Vicedirettore del Corriere della Sera Venanzio Postiglione e la corrispondente dall’Italia per Associated Press, Daniella Matar.

L’incontro, dalla durata prevista di circa un’ora, sarà una importante occasione per riportare nuovamente in luce l’importantissimo tema del linguaggio da utilizzare nel mondo del calcio; tanto in campo quanto sugli spalti e, perchè no, anche sui social network.

Il potere delle parole spesso viene sottovalutato, ma esso è in grado di commuovere, unire, scaldare il cuore, suscitare emozioni, ma anche ferire, offendere o allontanare. Il vocabolario della lingua italiana comprende circa 430 mila parole per questo motivo, prima di parlare, è sempre meglio scegliere quelle giuste.

Il Manifesto di Parole “O_Stli”:

  • Virtuale è reale.

    So che che ogni parola in rete ha conseguenze concrete e può costruire o distruggere relazioni reali. Modero i toni e valorizzo l’empatia, l’ascolto rispettoso e, se è il caso, lo humor. Sono coerente e mantengo le promesse fatte online.

  • Si è ciò che si comunica.

    Quanto comunico rispecchia valori e identità miei e dell’azienda. Promuovo la fiducia e la trasparenza. Sono leale e intellettualmente onesto con i concorrenti. Curo la qualità di ciò che comunico così come curo quella di ciò che produco.

  • Le parole danno forma al pensiero

    Comunico in modo semplice e chiaro, con l’obiettivo di farmi capire, e mi prendo il tempo che serve per riuscirci. Evito i tecnicismi inutili, do sempre le informazioni necessarie. So che le mie idee avranno successo solo se le racconto bene.

  • Prima di parlare bisogna ascoltare.

    L’ascolto prescinde dalla gerarchia: solo ascoltando gli altri, colleghi partner o clienti, posso costruire un progetto vincente per tutti. Agevolo la comunicazione. Rispondo alle domande, accolgo le critiche e le uso per migliorare.

  • Le parole sono un ponte.

    Trovo parole giuste, entusiasmanti, ospitali, inclusive, tali da creare un terreno comune e costruire relazioni di valore. Cerco di conoscere ragioni e interessi dei miei interlocutori per capire il loro punto di vista e sono disposto a cambiare il mio.

  • Le parole hanno conseguenze.

    Le mie parole rappresentano la mia azienda, hanno un peso e concorrono alla creazione dell’immaginario collettivo: ne sono consapevole e me ne assumo la responsabilità. Ho il coraggio di rispondere ad attacchi ostili con gentilezza.

  • Condividere è una responsabilità.

    Quanto condivido in rete influisce sulla reputazione e la credibilità della mia azienda. Seleziono e valuto fonti e contenuti, non diffondo mai notizie, informazioni e dati falsi o riservati. Rispetto la privacy e tutelo la sicurezza.

  • Le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare.

    Discutere aiuta a crescere. Discutendo – anche energicamente – opinioni e prospettive, valorizzo la libera espressione delle idee, indipendentemente dalle gerarchie. Rispetto sempre le persone, la loro diversità e la multiculturalità.

  • Gli insulti non sono argomenti.

    L’aggressività è nemica di una comunicazione efficace e costruttiva. Insultare è umiliante e sterile, e chi insulta dimostra solo di non avere argomenti migliori. Sensibilizzo i miei collaboratori a comunicare in modo equilibrato e non ostile.

  • Anche il silenzio comunica.

    C’è un tempo per ascoltare, un tempo per riflettere, un tempo per rispondere. So quando è meglio la parola e quando è meglio il silenzio: tacere aiuta a dare risposte lucide al momento giusto, e il silenzio può anche esprimere valore e forza.

 

 

 

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