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martedì, 28 Giugno 2022

Covid, Fedriga: “Valutiamo nuove misure per regione, più restrittive per zone a rischio”

03.03.2021 – 07.00 – “Se per le aree di Pordenone e Trieste l’incidenza dei contagi non è esplosa, la situazione delle ex province di Udine e Gorizia è preoccupante. Servono misure rigorose, efficaci ma anche accettabili per coniugare la tutela della salute con le esigenze economiche e sociali.
Ci attendono scelte difficili, ma continuiamo a lavorare pancia a terra per fronteggiare uniti la nuova ondata virale”.
Queste le parole del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al termine del confronto a tutto campo sulle misure antiCovid necessarie a mettere in sicurezza il territorio regionale, svoltosi nella serata di ieri, martedì 2 marzo.

“Dopo il continuo decremento, a partire dal 10 gennaio scorso di contagi e ospedalizzazioni con una costanza di presenze in terapia intensiva, nell’ultima settimana abbiamo invece assistito ad un’inversione di tendenza con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri. Per mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione, stiamo valutando delle nuove misure per tutta la regione e più restrittive per le zone più a rischio del territorio” annuncia il Governatore insieme al vicepresidente Riccardo Riccardi, gli assessori regionali all’Istruzione Alessia Rosolen, alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier durante gli incontri con i capigruppo in Consiglio regionale, l’Anci, i prefetti, i sindacati, le categorie economiche e l’Ufficio scolastico regionale.

Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione.
Verrà emanata un’ordinanza sul territorio, l’ipotesi è di procedere oggi, per farla entrare in vigore venerdì con misure di contenimento generali e più specifiche per i territori a rischio.
“Non abbiamo assunto ancora alcuna decisione ma dovremo intervenire anche nell’ambito scolastico sul quale pensiamo di applicare le restrizioni a partire da lunedì in maniera uniforme” ha precisato Fedriga, sottolineando comunque di attendere il nuovo dpcm in cui è ipotizzata, in zona rossa, la didattica a distanza (Dad) in tutte le scuole di ogni ordine e grado mentre per la zona gialla e arancione la Dad sarà decisa dalle Regioni in due casi: qualora i contagi fossero superiori a 250 casi su 100mila abitanti nell’ultima settimana o in presenza di un aumento importante dei contagi.

Fedriga ha inoltre rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario e la diminuzione dei contagi, oltre che la tenuta lavorativa ed economica all’interno dei limiti imposti dal contesto attuale.
Riccardi ha ricordato due elementi di incertezza, in particolare il parametro dei 250 contagi nel provvedimento che il Governo assumerà con il dpcm e le indagini sulle varianti “al 18 febbraio si registrava il 54% della variante inglese nel Paese che oggi significa aver superato il 60%” e il dato del contagio sulla popolazione studentesca “non è la scuola che determina il contagio quanto i movimenti dei giovani con le attività extra scolastiche”.

Riccardi ha ribadito come “la colorazione del territorio sconta un ritardo di sette giorni: se pur siamo in zona gialla, il monitoraggio mostra una situazione di preoccupazione, in particolare per alcune aree del territorio”.
Si tratta di dati che rischiano di far assumere provvedimenti tardivi secondo Riccardi e Fedriga: “l’Rt guarda ai 15 giorni precedenti, quindi nel prendere misure restrittive rischiamo di essere in ritardo così come nel caso inverso, per allentare i provvedimenti una volta che la situazione è migliorata.
Nell’interlocuzione con il ministro Speranza la necessità di modificare questi parametri è stata segnalata”.

[c.c]

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