Ritratto di Malabotta (Museo Revoltella)

27.08.2019 – 10.56 – Manlio Malabotta nacque nella Trieste asburgica del 1907, “da padre liburnico e da madre dalmata”, come egli scriveva nelle sue brevi note biografiche. Grande collezionista di opere d’arte, pittore e fotografo egli stesso, Malabotta fu un importante intellettuale triestino fino al secondo dopoguerra (1975). Oltre all’attività di poeta dialettale – scarna, ma pregna di significato – Malabotta scrisse un’importante monografia sul pittore Giorgio Carmelich, artista triestino evocatore di una Mitteleuropa capace di commuovere importanti figure quali Eugenio Montale e Bobi Bazlen.
E proprio in memoria di Malabotta l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini ha bandito il primo Premio di Studio in suo onore, assegnato allo studioso Alberto Cibin, a sua vota storico dell’arte all’Università degli Studi di Padova.

La Fondazione Giorgio Cini, per adempiere alle volontà di Franca Fenga Malabotta di destinare un premio di studio in memoria del marito, ha bandito un concorso per l’erogazione di un contributo in denaro legato ad un progetto di ricerca; concorso rivolto a storici dell’arte, laureati, specializzandi, dottorandi, dottori di ricerca, che per ragioni inerenti al loro campo d’indagine e alle loro ricerche debbano compire un viaggio di studio o stabilirsi temporaneamente in una città diversa da quella di residenza e di domicilio, per studiare in un istituto di ricerca, museo, biblioteca, archivio, fondazione.

Nel 2016, infatti, la Fondazione Giorgio Cini è entrata in possesso della ricca raccolta grafica di Manlio Malabotta: disegni e stampe di Attardi, Biasion, Cassinari, Chagall, Dova, Guacci, Guidi, Kubin, Lilloni, Maccari, Marini, Mascherini, Minguzzi, Morandi, Morlotti, Reggiani, Vedova, Zigaina e libri d’artista con opere grafiche di Barbisan, Bartolini, Carmelich, Carrà, Cesetti, Clerici, De Chirico, De Pisis, Gentilini, Guttuso, Maccari, Martini, Rosai, Sassu, Scipione, Viviani, Zancanaro.
Con questa acquisizione la Fondazione Giorgio Cini è entrata nel novero delle istituzioni che serbano la memoria di una delle figure centrali per le arti e le lettere del Novecento italiano e triestino.