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domenica, 2 Ottobre 2022

Porti, Assarmatori: Fondi insufficienti, non basta l’elettrificazione dei moli

03.02.2021 – 08.32 – “Se si vogliono raggiungere gli obiettivi di una Rivoluzione verde e di una Transizione energetica, come richiesto dal progetto Next Generation EU, servono interventi per favorire il rinnovo delle flotte del trasporto marittimo di merci e passeggeri”. Lo ha dichiarato Stefano Messina, Presidente Assarmatori, aderente a Conftrasporto-Confcommercio, nell’audizione in IX Commissione (Trasporti) della Camera, sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Lo riporta una nota della stessa Assarmatori.
“Nella versione definitiva del Piano – ha aggiunto – è stata cancellata la posta di 2 miliardi per gli aiuti al rinnovamento delle flotte delle rotte di cabotaggio e collegamento con le isole minori e maggiori”, ma “sono rimasti i finanziamenti per il Piano Nazionale del Cold-Ironing, la cosiddetta elettrificazione delle banchine“.
Il Piano “prevede che una parte rilevante delle risorse siano destinate all’elettrificazione di ben 41 porti, di cui 39 della rete TEN-T (circa 950 mln euro)”.
Assarmatori indica che le risorse per l’infrastrutturazione dei porti “potrebbero essere insufficienti”, e sottolinea che “la transizione energetica delle flotte (misura ammissibile dalla EU) dev’essere rimessa al centro del programma”.
Per il Cold-Ironing, prosegue la nota, “è necessario, da una parte, finanziare solo iniziative in porti con linee regolari di traghetto in località ad alta intensità di popolazione e movimento passeggeri”, per una”politica di protezione dell’ambiente. Dall’altra, dovranno essere sostenuti contemporaneamente gli interventi nei porti e sulle navi, eventualmente legando il finanziamento di queste ultime al mantenimento della linea con il porto o i porti interessati”.
La questione è di speciale interesse per Trieste, considerando come proprio l’elettrificazione delle banchine sia al centro del suo programma tanto per lo scalo giuliano, quanto per quello monfalconese. La nota di Assarmatori però non considera che la stessa energia elettrica necessaria per il Cold-Ironing debba a sua volta provenire da una fonte “pulita”, altrimenti ci si limita a spostare l’inquinamento prodotto dalle navi all’eventuale centrale energetica – ad es. a carbone – responsabile. Nel caso di Trieste la riconversione energetica presenterebbe minori difficoltà a fronte di ulteriori finanziamenti dall’Unione Europea grazie a più di un bando vinto dal Porto in via autonoma.

[i.v.]

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