04.01.2021 – 11.52 – Nell’unico anno da decenni in cui piste da sci e funivie rimangono immobili, chiuse per l’emergenza Covid-19, le nevicate si succedono sul Friuli Venezia Giulia con quantità e frequenza mai registrata prima d’ora. Un’ironia che difficilmente consola le regioni montane dove sono state registrate precipitazioni record: in 48 ore sono caduti dai 60 ai 90 cm di neve. Attualmente 200 volontari della Protezione civile di diverse squadre comunali sono impegnati per liberare le strade e le infrastrutture dal profondissimo manto bianco che ha ricoperto i paesi montani.
A Pesariis di Prato Carnico (Udine), a causa del peso della neve, è crollata una porzione del tetto di un capannone della Solari.
Ieri sera risultava ancora isolata la frazione di Sella Nevea (Chiusaforte). Alcune strade erano ancora chiuse a causa del pericolo valanghe, che rimane possibile anche oggi. È stata riaperta invece la strada statale 52 ‘Carnica’ (Passo Mauria).
Nel complesso ieri hanno operato circa 350 volontari di Protezione civile per sgombero neve e ripristino della viabilità. Diversi anche gli interventi dei Vigili del Fuoco e dei tecnici del Soccorso Alpino.
[i.v.]


