Il Savoia Excelsior di Trieste tra presente e futuro: Riccardo Zanellotti

31.10.2020 – 11.00 – Situato nel cuore della città, con lo sguardo rivolto verso il mare, nell’imponente palazzo progettato nel 1910 dell’architetto austriaco Ladislaus Fiedler, lo storico Savoia Excelsior Palace di Trieste, illustre testimone della storia del capoluogo, rappresenta un vero e proprio gioiello nel contesto alberghiero della città, che prima dell’arrivo del virus stava assistendo ad una notevole crescita dal punto di vista del turismo, con ricadute positive per tutto il comparto nel suo complesso. Tuttavia, l’attuale emergenza sanitaria ed economica, abbattutasi come una scure su questo settore, ha dato una brusca frenata a questo processo, paralizzando l’intero comparto e causando ingenti danni, tra gli altri, al mondo alberghiero. Ne parliamo con il General Manager dello Starhotels Savoia Excelsior Palace, Riccardo Zanellotti.

Qual è la situazione attuale dell’hotel? 

“Rispetto all’anno scorso, dove avevamo chiuso con 9 milioni di euro di fatturato, quest’anno chiuderemo con meno di un terzo di quella cifra, se va bene con 2,8-2,9 milioni. E’ un duro colpo. Abbiamo messo via un po’ di paglia nel fienile per l’inverno, certo, ma comunque siamo in sofferenza, abbiamo dovuto mettere parte dei nostri dipendenti in cassa integrazione e ora la prospettiva futura è ancora più drammatica”.

Starhotels è una solida realtà, ma, come tutto il comparto, ha subito inevitabilmente i danni di questa crisi. 

“La Starhotels ha già chiuso temporaneamente sei alberghi e ora sta valutando di chiuderne altri sei. Si sta cercando di limitare il più possibile i danni e l’obiettivo primario è comunque quello di cercare di salvare il lavoro. Molti piccoli alberghi o catene alberghiere che dipendono da affitti della struttura sono in serie difficoltà sotto questo punto di vista; noi abbiamo una formula diversa essendo proprietari dei palazzi, e quindi, fortunatamente, finanziariamente siamo più solidi”.

Nonostante non si possa, di fatto, parlare di una vera e propria stagione turistica, l’estate ha però visto comunque in parte l’arrivo dei turisti in città. 

“Trieste è stata una destinazione fortunata rispetto ad altre città che hanno un turismo prettamente d’oltre oceano come Roma, Milano, Firenze o Venezia e che purtroppo hanno sofferto molto di più. Il capoluogo ha infatti una posizione geografica interessante dove in cinque, sei ore di macchina si possono raggiungere importanti mete turistiche come Vienna, Zurigo, Ginevra, Monaco, Francoforte, Zagabria, Belgrado e Lubiana. Quindi, al di là del turista italiano che dopo la chiusura del lockdown aveva voglia di uscire e rilassarsi, abbiamo comunque avuto un afflusso importante, che non credevo possibile inizialmente, anche di turisti provenienti da Austria, Germania, Olanda, Polonia e Ungheria”.

Com’è cambiato il turismo, o quello che ne è rimasto, ai tempi del Covid?

“Sono cambiate soprattutto le tempistiche di prenotazione. Noi abbiamo un pick-up giornaliero (quanto tempo prima vengono effettuate le prenotazioni antecedentemente all’arrivo), si tratta di prenotazioni all’ultimo momento, nemmeno con una settimana o qualche giorno di anticipo, spesso sono ‘oggi per domani’ o addirittura ‘oggi per oggi’. In questo contesto è chiaro che è molto difficile fare qualsiasi tipo di previsione”.

Come crede cambierà il turismo nell’era “post Covid”?

“La nostra segmentazione di mercato si suddivide in quelli che noi definiamo ‘individuali’ ed i gruppi. La prima categoria è caratterizzata dalle famiglie piuttosto che dalle persone che viaggiano per affari; nei gruppi, invece, andiamo dal tradizionale pullman con 40 persone, alle presenze legate all’ambito congressuale o degli eventi. La parte individuale è quella che ha ancora qualche spiraglio in termini di presenze, mentre la parte gruppi è completamente scomparsa. Questo è stato un effetto catastrofico in particolare anche per il settore Meeting e congressi, particolarmente rilevante per Trieste; è un grave danno in generale per tutta la città”.

Una volta conclusasi l’emergenza cosa crede sarà necessario fare per permettere al settore di riprendersi?

“Bisogna centellinare e cercare di spendere ogni euro, sia che esso arrivi dal Governo, piuttosto che dall’Europa, ma anche dal nostro stesso lavoro, spendendoli in modo attento ed evitando assolutamente di fare investimenti sbagliati. Faccio un esempio, la tassa di soggiorno deve essere spesa assieme agli operatori, cercando di individuare dove utilizzarla al meglio e in modo tale che vengano fatti investimenti che avranno un ritorno economico sul settore. Questo è molto importante, sappiamo che sono state fatte scelte sbagliate in passato, oggi e domani non dobbiamo farne”.

Quali progetti futuri per lo Starhotels Savoia Excelsior Palace?

“La nostra non è un’azienda che sta ferma; noi crediamo che si debba sempre essere in costante evoluzione in termini di ricerca e investimenti, ora che sono passati dieci anni dalla riapertura nel 2009, con buone probabilità a breve vi saranno interventi di restyling. Purtroppo però con quest’emergenza credo che a livello generale tutto il 2020 e 2021 vedrà probabilmente pochi investimenti nel settore alberghiero”.

Trieste, in termini di strutture alberghiere, accoglie numerose eccellenze. In che modo questo incide sulla città?

“A partire dal Savoia, che è una struttura storica, e quindi un bellissimo biglietto da visita per la città, abbiamo anche il Duchi d’Aosta, nonché l’Hilton situato in un bellissimo palazzo; si parla inoltre di un altro albergo che aprirà in Piazza Vittorio Veneto, dove è stato acquistato il Palazzo delle Ferrovie. Credo che Trieste diverrà una città sempre più vocata ad un turismo d’élite, e noi ne siamo felicissimi perché si tratta di una competizione sana che probabilmente permetterà, in futuro, l’aumento dei flussi turistici”.

Che messaggio si sente di dare agli albergatori e più in generale agli operatori del comparto turistico particolarmente in sofferenza a causa della crisi?

“Questa è una guerra contro un virus che sta mettendo in ginocchio il paese, dal settore alberghiero, alla ristorazione fino a teatri, cinema, musei, palestre, quasi ogni comparto. Ad essere messa in crisi è l’ossatura del turismo: noi italiani siamo gente ospitale, abbiamo una vocazione in questo, e l’emergenza sta veramente rovinando le basi che abbiamo costruito in tanti anni. Con coraggio dobbiamo affrontarla, seguendo le istituzioni e rimanendo uniti. Teniamo duro, cerchiamo di difendere il lavoro di tutti, con coraggio e forza, perché ce la faremo, l’Italia deve farcela per forza”.

[Riccardo Zanellotti: nato in Africa, dove la famiglia si era trasferita, cresce in un contesto internazionale, viaggiando tra paesi e continenti, e sviluppando fin da bambino una vera e propria passione per il mondo alberghiero. Dopo la laurea in mangment alberghiero in Svizzera, si unisce e consolida la sua esperienza in tutti i campi del settore lavorando con prestigiose catene alberghiere come Four Seasons Hotels and Resorts, Great Eagle Hotels e Hilton, lavorando e viaggiando in diverse parti del mondo, da Milano a Londra, fino a Istanbul. Dal 2001 entra a far parte di Starhotels SpA e dopo alcuni anni di lavoro in sede, decide di tornare nell’ambito del settore alberghiero a cui più si sentiva legato, ovvero a contatto con gli ospiti. Si trasferisce successivamente a Trieste dove è attualmente General Manager del prestigioso Starhotels Savoia Excelsior Palace].

n.p

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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