Emergenza Covid, Fedriga: “Dovremo abituarci a convivere con il virus”

20.10.2020 – 07.30 – Si è detto “molto preoccupato” in merito all’andamento della curva dei contagi da Covid-19 il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, intervenendo ieri a La7 su Tagadà, evidenziando però al contempo, “che dovremo abituarci a convivere con il Coronavirus. Io non sono uno di quelli che pensa che tra poche settimane arriverà un vaccino salvifico” ha spiegato “penso che dobbiamo essere molto realisti e mettere in atto tutte le precauzioni possibili, perché l’alternativa è uccidere l’economia e il lavoro”.

In merito al nuovo Dpcm, arrivato a pochi giorni di distanza da quello precedente firmato il 13 ottobre, Fedriga ha fatto sapere che vi è stata una forte interlocuzione tra le Regioni ed il Governo con, in parte, un ascolto delle istanze dei territori da parte dell’Esecutivo nazionale, in particolare per quanto riguarda la paventata chiusura di alcune attività economiche, contro la quale si era schierato lo stesso Fedriga: “Non penso si debba far pagare ad una categoria il prezzo del Coronavirus. Ricordo che fino a qualche giorno fa il governo ipotizzava non solo la chiusura delle palestre, ma anche dei centri estetici e dei parrucchieri, attività con le quali la gente mangia e mantiene la propria famiglia. Non si possono prendere a cuor leggero decisioni che vadano ad escludere totalmente un’attività economica dal tessuto, come se fossero i colpevoli o gli untori. Penso che evidentemente se ci sono da restringere, non chiudere, ma restringere determinate attività, è necessario prevedere un indennizzo”.

Più critico invece per quanto riguarda la questione scuola, un passaggio che, ha spiegato “è stato scritto in modo un po’ confuso dal Ministero dell’Istruzione. Penso che il problema non sia cosa succede dentro all’edificio scolastico, ma la mobilità che comportano ovviamente gli spostamenti nello stesso orario” e quindi sul fronte del trasporto pubblico. “Ad oggi” ha evidenziato “non è che possiamo creare dal nulla autobus e personale che lo guida, bisogna spalmare o ridurre l’utenza in determinati orari”. In questa direzione, ha spiegato, andava l’ipotesi di potenziare, “perlomeno in modo alternato” la didattica a distanza, in particolare per le scuole superiori, passaggio quest’ultimo, ha sottolineato, che è stato “scritto in modo un po’ confuso”.

(e.b)

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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