Rotta Balcanica, Lamorgese: “Maggiori controlli ai confini in Friuli Venezia Giulia”

08.09.2020 – 15.30 – La gestione dei minori stranieri non accompagnati e la sicurezza dei confini nazionali sono stati i temi al centro del vertice svoltosi oggi nella Prefettura di Trieste a cui hanno preso parte il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, i vertici della Regione Friuli Venezia Giulia, i prefetti ed i sindaci del territorio.
Nell’incontro con la stampa è stato quindi esposto da parte del Ministro il quadro della situazione, evidenziando come a fronte di un effettivo aumento degli arrivi lungo la Rotta balcanica – con 3059 migranti presenti sul territorio (dato del 6 settembre) rispetto ai 2104 dello stesso periodo dell’anno scorso – vi sia stato però al contempo un notevole aumento delle riammissioni informali, triplicate rispetto al 2019.

Sul fronte della sicurezza dei confini, ha spiegato, è stato concordato l’invio di un’ulteriore aliquota di militari a rafforzamento dell’area di Udine (sono ad oggi 375 i militari impiegati nell’operazione Strade Sicure sul territorio). Già da questa sera, ha inoltre annunciato, si lavorerà per intensificare i controlli ai confini, con perlustrazioni ad opera di esperti per verificare quali siano quelli per cui si rende necessario aumentare la sorveglianza.
Come nel Mediterraneo, ha inoltre evidenziato Lamorgese, anche nel caso della Rotta Balcanica vi è l’insidiosa presenza di organizzazioni criminali in grado di adattarsi molto velocemente ai cambiamenti: “appena chiudiamo una rotta ne trovano un altra” ha spiegato il Ministro. Sempre sul tema dei confini è stato infine messo in luce lo stretto e continuo rapporto con la vicina Slovenia, tramite protocolli operativi e controlli congiunti con la polizia slovena, ma anche controlli sul territorio suddivisi tra i due paesi.

Sul fronte dei minori stranieri non accompagnati è stata manifestata dai comuni la richiesta di prevedere delle norme che andrebbero ad incidere su quelle che sono le loro competenze, ritenute eccessivamente gravose. Lamorgese, dal canto suo, ha fatto presente la necessità della partecipazioni ai progetti Siproimi per i minori non accompagnati, poiché proprio il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione in cui non vi è la presenza di tali progetti. Questo, ha spiegato, potrebbe “essere un’occasione per la partecipazione e la contribuzione delle responsabilità”.
Infine, in merito agli episodi di violazione della quarantena da parte dei migranti, è stato evidenziato come, ad oggi, il sistema dei controlli sia maggiormente puntuale e sicuro. Tuttavia, ha affermato il Ministro, rimane al contempo il problema di trovare strutture che possano essere monitorate e sorvegliate: in tal senso saranno fatte delle proposte dei prefetti per l’eventuale utilizzo di caserme al fine di consentire la sorveglianza sanitaria.

Dal canto suo il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, pur esprimendo gratitudine per il rafforzamento dei controlli sulle frontiere, ha evidenziato che, se i flussi di ingressi irregolari dovessero proseguire fino a portare la situazione a non essere più sostenibile, “non è da escludere che tutte le Regioni che condividono la stessa visione politica sul tema emanino un’ordinanza sul modello della Sicilia“. E’ stata inoltre rinnovata la richiesta relativa alla chiusura dei valichi minori, nonché riconfermata l’assoluta indisponibilità di discutere sulla ridistribuzione degli immigrati sul territorio regionale, ed il principio per cui, una volta terminato il periodo di isolamento nelle strutture dotate di tutte le adeguate misure di sicurezza, gli immigrati irregolari dovranno essere trasferiti dal Friuli Venezia Giulia.

 

Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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