30.09.2020 – 13:45 – Non si può certo dire che la stagione della Triestina Calcio sia partita nel migliore dei modi possibili. Dopo la vittoria nell’esordio assoluto a Potenza (nel Primo Turno di Coppa Italia), che aveva dato delle ottime sensazioni a tutto l’ambiente, infatti, per gli alabardati sono arrivate due sconfitte in sequenza contro il Matelica in casa, nella prima di campionato, e contro il Monza nel Secondo Turno della Tim Cup. Sconfitta netta, per 3-0, che da tabellino non concede alla Triestina nessun diritto di appello.
Attenzione: il Monza, dall’arrivo in società di Berlusconi (proprio alla vigilia dell’incontro, lo scorso lunedì 28 settembre, ricorreva il biennale dell’acquisizione ufficiale da parte dell’ex Premier della società brianzola) si è trasformato in una vera e propria squadra schiacciasassi, capace di vincere nella scorsa stagione il proprio girone di Serie C guadagnandosi facilmente la promozione in Serie B, in cui si è già candidata a un ruolo da protagonista assoluta, grazie anche a un mercato di altissimo livello che ha visto l’arrivo di un campione – benché avanti con gli anni e forse non proprio nel picco personale della condizione atletica – come Kevin Prince Boateng e che la arricchirà ancora con un talento cristallino come il croato Antonio Marin della Dinamo Zagabria.
Fatta questa (dovuta) premessa, la sconfitta della Triestina al “Brianteo” assume sicuramente contorni diversi: la categoria di differenza giustifica probabilmente il passivo, anche se poi, nel corso della partita, la differenza tra le due formazioni è stata evidente solo nella maggiore abilità dei giocatori del Monza (tra cui Barillà, firmatario della gemma valida per l’1-0) di trovare la giocata risolutiva al momento giusto. Sul piano del gioco, per il resto, la differenza è meno evidente: il Monza (che rispetto agli avversari ha avuto però due giorni di riposo in più, prima di questa partita) ha un gioco più efficace rispetto all’Unione, che invece paga probabilmente dei meccanismi non ancora appresi appieno dalla banda Gautieri, che appare volenterosa e dalle idee chiare, ma con delle imprecisioni che mostrano in modo chiaro come l’intesa tra gli undici in campo non sia ancora particolarmente buona. Non paga, in particolare, la scelta di schierare Gomez largo (il giocatore non pare avere lo stile di gioco adatto per fare l’attaccante esterno) rinunciando, ad esempio, alla classe di Di Massimo e Petrella, e nemmeno quella di affidare il peso dell’attacco a el Diablo Granoche, apparso visibilmente imbolsito e fuori condizione (non bisogna dimenticarsi della carta di identità: Granoche ha 37 primavere sul groppone e non può certamente avere la prestanza fisica di giocatori un decennio più giovani). Nel complesso, dunque, la Triestina è rimandata: nessuno chiedeva di battere il Monza (sarebbe stata un’impresa a tutti gli effetti) e il passivo, per quanto visto in campo, appare decisamente ingeneroso per gli uomini di Gautieri (con le reti del 2-0 e del 3-0 che, peraltro, sono state realizzate nel quarto d’ora finale), ma sui meccanismi di gioco la squadra appare ancora in ritardo, così come nella condizione fisica: tutte cose che nel calcio si pagano care.
La cronaca:
Il tecnico brianzolo Brocchi deve rinunciare ancora a Boateng, scegliendo così dietro le punte D’Errico, mentre le mezzali del centrocampo a tre sono Frattesi e Barillà. 4-3-3 per Gautieri, con qualche cambio rispetto alla gara di domenica: Brivio riprende il proprio posto, così Struna viene dirottato a destra. A centrocampo riposa Rizzo, al suo posto gioca Giorico, mentre davanti il terminale offensivo è Granoche, con Gomez spostato a sinistra. La gara si apre con il Monza che, dopo una breve fase di studio, si presenta nei pressi dell’area alabardata con diversi cross: prima D’Errico (il cui tentativo respinto dalla difesa, all’8’, libera al tiro Mota Carvalho), poi Frattesi, che trova con un traversone Finotto. Da par suo, la Triestina cerca di sfruttare i suoi piedi migliori per impensierire Di Gregorio: Sarno ci prova prima su punizione, poi con una palla tagliata a cercare Gomez. Il gol è nell’aria: Frattesi, dopo un’azione personale, si crea lo spazio per andare al tiro da dentro l’area, ma Offredi fa buona guardia; poi, 2’ dopo, un cambio gioco dalla destra trova sul vertice mancino dell’area di rigore Carlos Augusto, che di sponda trova Barillà. L’ex Reggina calcia di prima intenzione, trovando l’angolo più lontano: il Monza va in vantaggio con un capolavoro balistico. La Triestina non demorde e con buona volontà cerca di portarsi in avanti, ma non ha quella velocità di esecuzione tale da tagliare fuori la difesa, anche quando questa sbaglia: un lancio di Struna viene lisciato malamente da Bellusci, con Granoche che potrebbe approfittarne, ma sul più bello viene chiuso dalla provvidenziale diagonale di Bettella. Dall’altra parte è ancora Barillà a farsi vedere, dopo una combinazione con Mota Carvalho, mentre al 40’ i padroni di casa hanno l’occasione per il raddoppio, con l’incornata di Carlos Augusto su cross di Frattesi che finisce però alta.
La prima occasione della ripresa è di marca alabardata: è Struna a cercare gloria dalla distanza, con un rasoterra che si perde di poco a lato, mentre al 56’ Granoche prova l’incornata su un traversone di Lodi dalla sinistra al termine di una trama elaborata pazientemente, ma sulla strada dell’uruguagio si trova un difensore avversario che gli impedisce di coordinarsi bene. Proprio Granoche è il primo a lasciare il campo, insieme a Giorico, per l’ingresso di Di Massimo e Rizzo al 59’. La Triestina cala ora visibilmente, nonostante le sostituzioni e le migliori occasioni sono così per il Monza, che al 64’ e al 66’ trova due volte il varco giusto per andare al tiro da fuori, in entrambi i casi con Frattesi: nel primo caso è fantastica la risposta di Offredi, mentre nel secondo tentativo è lo stesso centrocampista a mandare la sfera alle stelle. Al 75’ Barillà va al tiro, trovando Offredi che respinge su Machin, il quale trova il palo interno. La palla pare aver varcato interamente la linea di porta, ma per la terna arbitrale non è gol. Poco male, devono aver pensato i monzesi, perché la rete arriva comunque al 77’: ancora Barillà trova Mota Carvalho, il cui tiro, proprio come nel caso di Machin, colpisce il palo e varca la linea. Sul 2-0 la gara è chiusa, il Monza cerca comunque ancora la via del gol, che arriva nel finale con Machin, su calcio di rigore per un fallo di mano che aveva interrotto un’azione personale dello stesso. 3-0, la gara si conclude così. Pochi rimpianti per la Triestina, che non ha comunque demeritato eccessivamente e per la quale la Coppa Italia non era comunque un obiettivo e che ora potrà concentrarsi sul campionato (l’Unione sarà di scena domenica a Cesena), ma rimane forse l’impressione che il punteggio finale sia troppo severo.
Il tabellino:
Monza – Triestina: 3-0 (23′ Barillà, 77′ Mota Carvalho, 89′ rig. Machin).
Monza (4-3-1-2): Di Gregorio; Bettella (30′ Sampirisi), Bellusci, Lepore, Carlos Augusto (72′ Anastasio); Frattesi, Fossati (80′ Barberis), Barillà; D’Errico (72′ Machin); Mota Carvalho (80′ Maric), Finotto. A disposizione: Sommariva, Donati, Rigoni, Gytkjaer, Colpani. Allenatore: Brocchi.
Triestina (4-3-3): Offredi; Struna (88′ Natalucci), Ligi, Lambrughi, Brivio; Giorico (59′ Rizzo), Lodi, Maracchi (68′ Petrella); Sarno, Granoche (59′ Di Massimo, 88′ Rapisarda), Gomez. A disposizione: Valentini, Rossi, Tartaglia. Allenatore: Gautieri.
Arbitro: Serra (Torino). Assistenti: Imperiale, Annaloro.
Note: Serata fresca, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: D’Errico, Fossati, Bellusci (M), Granoche (T) per gioco falloso. Recupero: 2′ e 2′.


