#ScopriAmoSGT, Jesus Carvajal, maestro di sciabola, già atleta alle Olimpiadi di Rio 2016

25.08.2020 – 10:20 – Continua il nostro ciclo di interviste, alla scoperta degli istruttori e degli atleti della Società Ginnastica Triestina. Dopo l’ultima puntata dedicata a Lorenza Bocus, maestra di scherma veneziana, oggi vi presentiamo un altro schermitore; il sudamericano Jesus Carvajal, oggi maestro di sciabola, già atleta alla XXXI edizione dei giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016, con la nazionale venezuelana di scherma.

Buongiorno signor Carvajal, ci racconterebbe un po’ del suo background sportivo personale e perché ha scelto di dedicarsi proprio alla scherma?

Certamente. Ho cominciato ad avvicinarmi al mondo dello sport all’età di 6 anni, praticando la pallacanestro. Io provengo da una famiglia che ha sempre vissuto nel mondo dello sport; mio papà, infatti, è stato allenatore di basket di una delle più importanti società del campionato venezuelano. Successivamente, all’età di 7 anni, ho iniziato a seguire due sport contemporaneamente; facevo sia basket che karate. A 9 anni, invece, un mio amico mi ha convinto ad iniziare scherma e da li è partito tutto. Quando entri nel magico mondo della scherma poi non ne esci più. Dopo due mesi, infatti, mollai gli altri due sport per dedicarmi solo ad essa. Avendo già una base nello sport, sono riuscito ad imparare velocemente le posture della scherma e subito mi hanno messo a fare sciabola. Cominciai a partecipare alle prime gare in maniera graduale, poi, con il tempo, sono arrivati anche i risultati.

All’età di 14 anni, infatti, sono entrato nella nazionale U17 e poi U20 del Venezuela, categorie che mi hanno dato la possibilità di andare ad allenarmi in Europa e partecipare alle gare di Coppa del Mondo. Per due anni, infatti, mi sono allenato in Spagna, facendo grandi esperienze e vincendo 2 titoli nelle gare nazionali spagnole. Successivamente, cercando sfide più grandi, nel 2013 mi sono trasferito in Italia dove mi sono allenato presso il Club Gemina di San Giorgio di Nogaro; qui ho conosciuto i maestri Sara Vicenzin e Christian Rascioni i quali mi hanno portato ad ottenere grandi risultati nelle gare di Coppa del Mondo e dei Campionati Panamericani sia Under 20 che assoluto, guadagnandomi il posto per le qualificazioni alle Olimpiadi di Rio 2016.

Oggi sono arbitro nazionale di scherma delle 3 armi e istruttore di scherma presso la Società Ginnastica Triestina.

Perché ha scelto di dedicarsi allo sport e perché quel tipo di sport?

Come ho detto in precedenza, la scherma è uno sport che quando ti prende non ti molla più. Da piccoli stare con gli amici e divertirsi è la cosa più importante, ma pian pianino, quando cominci a crescere, con te crescono anche le sfide e questo era quello che mi piaceva di più; cercare di superare ogni sfida, combattere fino alla fine e non mollare mai. La scherma ti insegna ad affrontare la vita, ti insegna che anche se perdi, c’è la prossima gara da affrontare e quindi bisogna rialzarsi e tornare a lottare.

Ci descriverebbe il corso che tiene in SGT? Che caratteristiche peculiari ha e a chi è rivolto?

Sono arrivato alla SGT nel 2017 come istruttore di fioretto e spada; davo una mano alla maestra Lorenza Bocus che è stata anche la mia prima maestra a guidarmi nel mondo del fioretto e della spada e che, due anni dopo, mi ha dato la possibilità di diventare arbitro nazionale delle 3 armi fioretto, spada e sciabola. Alla Ginnastica Triestina teniamo corsi per bambini dai 5 anni in su, fino a quelli per adulti, con tutte e tre le armi. Quest’anno, poi, c’è una grossa novità. Abbiamo introdotto la specialità della sciabola ed io sono l’istruttore.

Che consiglio darebbe ad un bambino che si sta avvicinando per la prima volta al mondo delle armi bianche?

Il mio consiglio ai bambini che cominciano a fare scherma è ‘’Buttati senza paura e vedrai che non sbagli. Il mondo della scherma, infatti, è un mondo pieno di sorprese è possibilità di apprendimento le quali, a lungo andare, ti aiuteranno ad affrontare la vita’’.