#ScopriAmoSGT, Lorenza Bocus: ”La scherma ti insegna ad affrontare la vita”

12.08.2020 – 10:00 – Continua il nostro ciclo di interviste, alla scoperta degli istruttori e degli atleti della Società Ginnastica Triestina. Dopo le prime due puntate dedicate alla ginnastica artistica maschile e femminile e la terza e la quarta dedicate all’antica arte del Judo e alla Danza Moderna, oggi vi parleremo della disciplina olimpica della scherma presentandovi, inoltre, la sua responsabile, la Maestra Lorenza Bocus, veneziana, classe 1967, schermitrice sin dalla tenera infanzia, la quale ha fatto di questo nobile sport, uno stile di vita.

Buongiorno signora Bocus, ci racconterebbe un po’ del suo background sportivo personale e perché ha scelto di dedicarsi proprio alla scherma?

‘’Con molto piacere! Mi sono avvicinata a questo sport all’età di 6 anni, a Venezia, presso il ‘’DLF – Dopo Lavoro Ferroviario’’. Provengo da una famiglia che ha sempre vissuto nel mondo dello sport, mio padre, infatti, era il medico della società di basket ‘’Reyer Venezia’’ e, un giorno, durante una partita degli orogranata, vennero con noi degli amici di famiglia la cui figlia praticava la scherma. I miei genitori chiesero a me, e a mia sorella gemella, se fossimo interessate a provare ad intraprendere questa disciplina nella sala scherma vicino a casa nostra. Provammo e per me fu amore a prima vista. Cominciò così la mia attività sportiva. Il fatto che ricordi questo episodio, malgrado fossi appena una bambina, testimonia quanto rimasi affascinata fin da subito all’arte dell’arma bianca. Ricordo che andavamo ad allenarci i pomeriggi alle 15.00. Allora il doposcuola era facoltativo e mia mamma ci veniva a prendere con la merenda al sacco, la quale, immancabilmente, i ragazzi più grandi ci portavano via (sorride, ndr). Finito l’allenamento, se avevamo completato tutti i compiti scolastici ci portava al ‘’Cinema Italia’’ a vedere i cortometraggi della Walt Disney. Vivere a Venezia allora, come adesso, è diverso rispetto a vivere nelle altre città sulla terra ferma, solo per il fatto di andare sempre a piedi. Ricordo che strascinavo la sacca da scherma, su e giù per i ponti; se c’era l’acqua alta era una tragedia.

Finito il Liceo Artistico di Venezia mi sono iscritta all’Università di Udine al Corso di Laurea in ‘’Conservazione dei Beni Culturali’’ per poi trasferirmi in Friuli Venezia Giulia come accade a molti studenti fuori sede delle mie stesse parti. A quel punto, feci anche il trasferimento come atleta dal ‘’D.L.F. Venezia’’ all’’’Associazione Sportiva Udinese’’. Fu un cambiamento radicale. Nuova Università e nuova Società e tutto ciò avvenne in un momento particolare della mia vita. In quel periodo, infatti, persi uno dei due affetti più grandi, il mio papà.

Ma la scherma mi ha insegnato ad affrontare la vita; vita che come ben sappiamo è in grado di dare molto ma sa anche togliere. La vita è come la pedana dove fai l’assalto, si vince, ma anche si perde, ed è allora che bisogna rialzarsi e lottare per ricominciare da capo. Per questo la scherma viene definita uno sport altamente formativo. In questo sport, infatti, si impara a rispettare le regole, l’avversario, il proprio maestro, con quest’ultimo spesso si instaura un rapporto individuale e di crescita unico. Ai miei tempi c’era il detto ‘’maestro di scherma, maestro di vita’’.

Nel corso della sua carriera da schermitrice ha conquistato diversi titoli, a quale è più affezionata?

I miei maggiori risultati agonistici, anche se preferisco parlare di quelli dei miei allievi, sono stati titoli regionali ottenuti tanto in Veneto quanto in Friuli e, tra i più importanti, cito il 2° posto ai Campionati Italiani di Fioretto Femminile a squadre, categoria Giovani, con l’Udinese e il 4° posto ai Campionati Italiani di Fioretto Femminile a squadre, categoria giovani, con Venezia.

Tirando di fioretto e di spada ho ottenuto la 3a categoria con entrambe le armi.

E come Maestra?

Come Maestra, tra i risultati maggiori, i miei allievi hanno vinto 2 titoli Italiani, in Fioretto e Spada, assieme ad altre finali di categoria. Nel quadriennio olimpico 2013/2017, infatti, sono stata Maestra accompagnatrice della Nazionale Master di Fioretto e Spada. Attualmente, invece, insegno ai giovani che vogliono intraprendere la carriera magistrale tenendo i corsi regionali organizzati dalla Federazione per la formazione degli istruttori.

Che consiglio darebbe ad un bambino che si sta avvicinando per la prima volta al mondo della scherma?

‘’Ai bambini che mi chiedono che cos’è la scherma rispondo sempre che essa è come una partita a scacchi giocata alla massima velocità. Oggi, infatti, nonostante la preparazione fisica sia divenuta importantissima, ritengo che se non ci sono prima la testa e la concentrazione non si può andare da nessuna parte. Davanti a te hai un avversario e di lui devi saper leggere e anticipare le intenzioni, quindi, riuscire a neutralizzare le sue mosse per poi “toccare”. Il ‘’tocco’’ va dato al momento giusto nè prima nè dopo”.

”Facendo un paragone extra sportivo, quante volte nella vita di tutti i giorni ci troviamo in questa situazione? Nella scherma questo si chiama “scelta di tempo”.

Ci descriverebbe il corso che tiene in SGT? Che caratteristiche peculiari ha e a chi è rivolto?

Alla Società Ginnastica Triestina, dove sono approdata nella stagione 2003-2004 come maestra di sala, teniamo corsi per bambini di 5 anni fino a quelli per adulti, con tutte e tre le armi. Quest’anno, poi, c’è una grossa novità. Abbiamo introdotto la specialità della sciabola, i cui corsi, saranno tenuti dall’istruttore venezuelano, Jesus Carvajal, il quale ha partecipato alla XXXI edizione dei giochi olimpici, a Rio de Janeiro, nel 2016, con la sua nazionale.