ESOF2020 si “accende” al Magazzino 27 tra arte e scienza

30.08.2020 – 08.45 – L’accensione della scritta bianca “Trieste Esof 2020” ha fatto da battesimo all’inaugurazione della sala delle esposizioni tutta dedicata agli eventi del festival della scienza che avrà il suo via a partire da domani. Un’illuminazione a 250 watt lungo la ciminiera presente accanto alla Centrale Idrodinamica e al Magazzino 27, il contenitore che, assieme al nuovo auditorium, da ieri sera ospita le mostre dedicate ad arte e scienza di Esof. La scritta luminescente, realizzata da HeraLuce e alta circa 40 metri, sarà visibile da due prospettive, sia da chi arriva dal centro città che da viale Miramare.
Poco prima, attorno alle 19, l’inaugurazione all’interno del Magazzino 27 delle mostre realizzate da artisti di fama sia locale che internazionale. «L’idea di portare Esof a Trieste nasce due anni fa – queste le parole pronunciate da un elettrizzato sindaco Roberto Dipiazza – quando a Tolosa vedemmo quanto era stato realizzato. Lì capimmo che si poteva fare molto di più e così è stato fatto. Questo auditorium è uno dei più importanti del Triveneto, si tratta di una sala dalla capienza di 1900 posti della quale ne trarrà beneficio la città negli anni a venire. Ciò che più mi rende orgoglioso è aver visto che la città si è unita per la realizzazione di questo progetto, cosa non accaduta per altre candidature del passato».

A testimonianza di quanto sia stato importante il frutto di un lavoro comune fra maggioranza e opposizione per la realizzazione di questo obiettivo, è lo stesso Dipiazza a invitare al microfono Francesco Russo, suo sfidante “in pectore” alle prossime comunali. «È un risultato molto importante per la città – queste le sue parole – ma deve trattarsi del primo tassello di un mosaico rappresentato da tutto il porto vecchio».
Emozionato il presidente di Esof Stefano Fantoni, che ha sottolineato anch’egli come il risultato ottenuto sia ottimale, nonostante il poco tempo a disposizione. «È un momento magico – queste le sue parole – siamo partiti in sordina ma ce l’abbiamo fatta nonostante il Covid. Ci tengo a sottolineare che siamo arrivati a questo punto senza alcuna legge speciale o aiuto particolare. Siamo bensì consapevoli che questo evento avrà un’eco di carattere scientifico in tutta Europa e non solo».

E poi ci sono le mostre. Prestigiose e dal sapore più vicino a quello di una biennale veneziana che a un’esposizione prettamente scientifica. Si tratta di quattro percorsi tra arte e scienza con la partecipazione di artisti internazionali. A cominciare dal museo casereccio tutto dedicato alla Bora. La seconda esposizione, intitolata “Società – un mondo in transizione”, presenta ricerche e riflessioni provenienti da diversi Max Planck-Institutes di Scienze Sociali e Lettere. Il Festival Robotics, invece, spiega come la sperimentazione artistica che utilizza le tecnologie abilitanti della IV Rivoluzione industriale può divenire un motore primario per l’innovazione tecnologica. La mostra “Cinque progetti di arte&scienza”, infine, vuole far riflettere su come l’arte e la scienza contribuiscono, con modalità differenti, alla produzione di conoscenza. Le esposizioni rimarranno aperte fino a domenica 6 settembre, dalle 10 alle 22.

g.p