Tutto tutto! Niente niente! L’epopea Facebook

28.07.2020 – 13.06 – La scorsa settimana il desiderio di vacanza è stato una specie di input per ironizzare un po’ sulla nostra voglia di condivisione “social” che ci pervade in ogni momento della giornata, in qualsiasi cosa che facciamo, dalla più inutile alla più importante! Da quando sono nati i “social network” è stato un continuo evolversi, che non si traduce necessariamente in un miglioramento, come dimostra spesso la frenesia di modernità inutile di una parte dei nostri governanti, soprattutto i miracolati neo eletti, quelli ancora nel periodo della pubertà! Io sono iscritto solo a Facebook, ovvero il capostipite, e per un po’ avevo resistito pure a lui, prima di sbracare e diventare socio onorario! Facebook dunque, quello che una mia giovane amica ventenne definisce “una cosa per vecchi”, e di questo meccanismo infernale vi parlerò, perché io parlo solo di cose che conosco bene, donne a parte!

Era un baluardo della socializzazione, fino a quando non fu integrato, o meglio soppiantato da altre piattaforme più agili, snelle e audaci! Un tempo gli utenti Facebook scorrazzavano liberi in un’isola felice, piena di buoni sentimenti e di voglia di volersi bene, di essere tutti amici, come in una comune gestita da Jovanotti e Manu Chao! Poi, piano piano, l’evoluzione lo trasformò in una gara a “lui è peggio di me!”, che ogni giorno sforna nuovi vincitori! Ma non sono qui per parlarne male, solo per prenderlo un po’ in giro, come l’amico Zuck fa con noi! Non potrei parlarne male, anche se ogni tanto ne avrei una gran voglia; la mia piccola fortuna è nata su Facebook, con i libri e la soddisfazione di aver partecipato con i miei scritti ad altre manifestazioni, la costruzione di uno zoccolo duro di fan che mi dimostrano ogni giorno la loro stima e il loro affetto e, soprattutto, una cinquantina di avventure sessuali con donne disponibili, innamorate della mia poesia e ironia! Beh… una di queste è falsa e serve solo per dare enfasi al racconto. Scoprite voi quale? Io non so quanti di voi sono “animali social”? Forse un po’ tutti, anche se con diverse tonalità e intensità! Tutti ci vergogniamo un pochino di perderci troppo tempo, neghiamo, anche contro l’evidenza del pallino verde sempre acceso! “io ci sto per lavoro”, “io solo per cazzeggiare”, “io solo lo strettissimo necessario… che sono poi 24 ore!” Mi ricorda un po’ quando alle elezioni ti chiedevano per chi votavi? “Berlusconi, giammai!!!” e poi vinceva puntualmente! Ma non divaghiamo troppo! Facebook crea e Facebook distrugge! Una parola di troppo o un pensiero non condiviso possono rovinare mesi di interessanti conversazioni e piacevoli risate! Io ho provato persino a corteggiare, con alterne fortune! “Eh sì mi piaci, sei una persona interessante, ma ho la sensazione, che per loro è praticamente certezza, che corteggi tutte nello stesso modo”! La prova? “Eh, mentre già prendevi un capo in B con me, scrivevi ‘come stai?’ alla tua compagna di classe delle elementari! Porco”!!! Facebook in questi anni ha costruito e sviluppato infinite categorie di utenti. Vado ad elencare le principali:

  1. gli entusiasti: quelli che, nonostante 5 lauree e un paio di master in comunicazioni, esordiscono ogni giorno con “buongiornissimo mondooooo!!!” accompagnato da fiorellini e animaletti di ogni tipo, e lì finisce il loro contributo giornaliero alla home page!
  2. i poeti: la loro carriera, di solito, inizia quando trovano una donna benefattrice, dopo anni di ricerca e di astinenza, allora si lanciano in aforismi da carie dentale, con contorno di cuoricini e smile da adolescenti, anche quando non lo sono più da un bel po’! Ma il meglio lo danno quando sono stati lasciati, allora lì esce l’Alda Merini o il Cesare Pavese che è in loro e potrebbero far intristire un intero trenino di capodanno! I peggiori poeti di Facebook sono gli uomini, ma anche le donne non scherzano, anche se in loro, dopo qualche giorno di tristezza e di riflessione, la poesia è sostituita dalla voglia di omicidio e da terzine per satanisti nei confronti  dell’amore della loro vita, che adoravano fino alla scorsa settimana, ma che ora deve guardarsi le spalle e anche quelle parti anatomiche senza s!
  3. i malinconici: quelli che riempiono la bacheca di canzoni di Adele e Ultimo, nei giorni di euforia Tenco, De André e, per le donne, Michael Bublé!  I leopardiani del “non me la darà mai!” e le lettrici di Harmony (se ci sono pure dei lettori, per favore mantengano il segreto, ne va del loro onore!), quelli con l’entusiasmo dello iettatore di Bonolis e il senso dell’umorismo di Laura Boldrini, quando non la chiamano “onorevola”!
  4. i selfiologi: quelli che hanno fatto della fotografia nel cesso la loro ragione di vita, che giocano con gli specchi, con le ombre, coi tramonti; quelli che l’invenzione del selfie è la più importante dopo gli stuzzicadenti, quelli che una volta giravano col fotografo personale come Belen e adesso possono risparmiare tempo e denaro grazie a un bastone da selfie!
  5. i fini umoristi: quelli che si trastullano con le vignette da caserma, con le barzellette di Pierino e i “meme” da scuola materna, anche se sono dottori in giurisprudenza o in filosofia, quelli che si dilettano con i video di Tik Tok, quelli che i figli vorrebbero disconoscere, ma non possono!
  6. i moralizzatori: quelli con la predica sempre in canna, con le dita che prudono, con la scorta di fango nel cassetto, dita in triestin “quei che ama le bestiuzze, ma ghe sta sulle bale la gente!
  7. gli influencer (guru per gli amici): quelli coi post sponsorizzati, che ti insegnano a vivere, quelli del metodo Ponzi applicato alla vita, quelli che vendono sogni come se fossero pop corn, di quelli che compri al cinema, a dieci euro al sacchetto!
  8. i politologi: quelli che “quello che ho votato io non sbaglia mai!” “ma come non la vedi la sua aureola contrapposta alle corna e la coda del suo avversario politico?” “ma allora sei cieco, per non dire stronzo, per non dire coglione, per non dire….”
  9. gli orgogliosi: “a mio figlio è caduto il primo dentino!”. Sì vabbè, ma ha quarantanni ed era un po’ che trascurava il tartaro! “mio nipote ha compiuto 72 mesi”. Ok, la stagionatura mi sembra corretta!
  10. i tuttologi: psicologi per un giorno, critici musicali per una settimana, chef per due mesi, allenatori per un campionato, virologi per un anno, questo anno, profeti e predittori di futuro per l’eternità! Infine un capitolo a parte meritano gli amministratori di gruppi Facebook, eroici guerrieri mandati allo sbaraglio contro le schiere di invasori della privacy e distruttori del “bel tacer non fu mai scritto”. A sentire loro è un lavoro improbo, devastante, alienante, usurante! E chi sono io per smentirli? Sono mica professore io! Credo che, sempre a sentir loro, possa essere un mestiere equiparato a quello di un minatore ucraino o addirittura a quello di un membro del governo dopo una sessione notturna finita alle 5.36 per decretare il bonus monopattino! Sarà per quello che leggono malvolentieri pezzi che superano le quattro righe! Fanno un’eccezione per i miei naturalmente, infatti sono diventato un’icona nel gruppo dove ho iniziato a scrivere i miei post, il loro fiore all’occhiello! Aspetta!! una di queste è falsa! Ah ce n’è solo una?

Vabbè non volevo stancarvi troppo nella ricerca! Buona socializzazione agli adepti Facebook, agli internauti perennemente connessi e grande onore ai piccoli eroi che non hanno ancora venduto la loro anima, come purtroppo ho fatto io da un po’!

[m.l.]