Rotta Balcanica, UnitedCultures: “Dati, non percezioni”. SAP: “Più controlli sanitari”

01.07.20-10.50- In merito agli arrivi riguardanti la “Rotta Balcanica”, la coordinatrice del gruppo UnitedCultures, Maria Luisa Paglia, vuole sottolineare che è importante parlare di “dati e non percezioni“. Più precisamente, qualche giorno fa, nella conferenza stampa tenuta da ICS e Caritas è stato reso noto il Report Statistico sull’Accoglienza 2019 corredato da dati dai quali si evince che su 1451 visite eseguite, 1366 persone visitate, 91 visite specialistiche di approfondimento/cura, i casi di TBC sospette/diagnosticate sono state 0 (zero) ed i casi di patologie infettive condizionanti ricovero 0 (zero). La coordinatrice Paglia concorda sulla preoccupazione di sollecitare la politica europea ma sullo stato in cui i richiedenti asilo giungono a Trieste attraverso la cd. rotta balcanica “durante la quale sono sottoposti (specie nell’area di confine tra Bosnia-Erzegovina e Croazia) a vessazioni, torture e violenze sistematiche anche efferate e disumane. Mentre si sollecita la politica europea si può sempre pensare a qualcosa di concreto e immediato, per la salute di tutti, anche dei cittadini di Trieste e della Regione, ripristinare l’Help Center e dotarlo di adeguato numero di operatori sanitari anziché lasciare che questo vuoto venga colmato dal volontariato.”

Sull’argomento la S.A.P. continua a richiedere un controllo sanitario qualificato da parte di personale medico, richiedendo “personale medico al fine di poter verificare che non vi siano particolari patologie che possano mettere a rischio la salute degli operatori di polizia e delle persone che entrano in contatto: ci sono altri pericoli come ad esempio la tubercolosi, l’epatite, la meningite e molte altre. Oggi il controllo sanitario è affidato alla chiamata da parte degli operatori di Polizia di intervento medico spesso sottratto ai servizi 118 territoriali quando non vi sono i giusti protocolli a monte. Serve invece che si organizzi un presidio sanitario adeguato, pari a quello che viene predisposto in occasione degli arrivi delle navi piene di immigrati nei porti italiani. Il SAP rinnova quindi la richiesta di un protocollo sanitario specifico ed efficace che si attivi automaticamente ogni qualvolta vi siano rintracci di migranti che hanno fatto ingresso illegalmente sul territorio nazionale.”

[m.p.]