Pulizie di casa: errori da non fare e miti da sfatare

Pulire“, ovvero eliminare la sporcizia da una superficie. Un’operazione che, descritta in questi termini, potrebbe risultare particolarmente semplice e alla portata di chiunque sia munito di uno straccio o di un pezzo di carta e un po’ d’acqua mista a detersivo.
Ma è veramente così? Edoardo Fabiani che con la sua impresa, Omniservice, opera da molti anni nel campo della pulizia e della disinfezione, ci spiega che, in realtà, non è proprio così.
Perché? Prima di dare una risposta è bene leggere attentamente quanto dice la chimica. Innanzitutto, esistono tre tipologie di sporco: quello “calcare” o magro, che va trattato con prodotti acidi, ossia con prodotti che vanno, a seconda dell’intensità dello sporco, da un ph 1 ad un ph 5; quello “alcalino” o grasso, che va trattato con prodotti che vanno da un ph 10 ad un ph 15; ed infine la polvere. Tutti i prodotti che vanno da 6 a 9 possono essere invece definiti prodotti neutri.

Cosa significa? Semplice: in bagno, ad esempio, sarà impossibile ottenere dei risultati soddisfacenti utilizzando un prodotto sgrassante, essendo lo sporco tipico di quell’ambiente uno sporco di tipo calcareo, e vi sarà quindi bisogno di un prodotto acido. Lo stesso vale per la pulizia dello sporco grasso, come ad esempio quello della cucina: concettualmente, per pulire un piano di lavoro o un forno, si utilizzerà un prodotto più o meno alcalino a seconda della superficie e del grado di sporco, mai un prodotto acido.
Ed i prodotti neutri? I prodotti neutri vanno bene per la pulizia quotidiana, come ad esempio nel caso dei pavimenti.
Va inoltre sottolineato che i prodotti con ph 1-2 o ph 13-14 vanno maneggiati con assoluta attenzione, meglio ancora se con il supporto di un professionista, proprio perché molto potenti e quindi pericolosi – in quanto corrosivi – se utilizzati in modo scorretto, con inoltre il rischio di causare seri danni alle superfici.
E’ quindi fondamentale tenere bene a mente la scala del PH e, lette le schede tecniche presenti sull’etichetta, non si correrà più il rischio di commettere errori.

Fabiani, sulla base della sua lunga esperienza con Omniservice, ci racconta quali sono i miti da sfatare e gli errori più comuni, spesso motivo di disastri casalinghi.
Al primo posto troviamo il marmo: ad oggi, racconta, ci sono ancora persone che usano l’acido per lavare il pavimento di marmo. E’ quindi bene sapere che:

  • sul marmo non si può utilizzare l’aceto, che corrode la pietra irrimediabilmente;
  • sul marmo non si possono usare prodotti come i disgorganti e pulenti per WC, perché lo rovinano per sempre;
  • sul marmo non va usato il limone, né intero, né il suo succo, perché lo corrode e lo macchia per sempre;
  • sul marmo non va usato acido muriatico.

Si ricorda, inoltre, che il marmo è composto da calcare, che reagisce a contatto con il prodotto acido sciogliendolo; nel caso in cui vi fossero danni, inoltre, non vi sarà alcun rimedio ed il marmo dovrà essere rilucidato.

Al secondo posto vi è poi la pulizia dei rubinetti e accessori in acciaio e cromati:

  • sulla rubinetteria che non è acciaio 100 per cento non si possono usare acidi, aceto e prodotti corrosivi, perché questi materiali arrugginiscono e non si possono più salvare;
  • allo stesso modo sulla cappa, non utilizzare mai detergenti a base acida (acido tamponato, acido muriatico), se non siamo certi del materiale con cui è costruita;
  • non usare mai la spugna abrasiva sul lavabo, sulle superfici in acciaio, sui fornelli e nemmeno sulla ceramica del WC;
  • se si usa un disgorgante, fare attenzione a non versarlo accidentalmente sulla ceramica del WC o della vasca, perché si corrodono irrimediabilmente;
  • non usare coca cola sulle superfici cromate, nemmeno per rimuovere calcare e ruggine, perché toglie via tutto il lucido.

Anche qui, in caso di danni, non vi sarà alcun rimedio, l’accessorio dovrà essere sostituito.

Al terzo posto, i detersivi profumati: quante volte avete sentito la frase “Adesso si che è pulito! Senti che profumo!“. Si tratta però di una condizione puramente psicologica che le grandi case utilizzano per vendere il prodotto alle masse. Il profumo è un ingrediente che non lava e quindi, di fatto, è totalmente inutile in un detergente. Vi ricordate la scala del PH? Secondo voi è possibile aggiungere una sostanza oleosa come l’essenza di un profumo in un prodotto a base alcalina o acida? No. Semplicemente si profuma e non si pulisce (prodotti neutri), quindi, in realtà, più si sente il profumo in una casa più la casa è sporca.
Qual è quindi la soluzione? Pulire con un prodotto non profumato alcalino o acido e successivamente profumare l’ambiente ( diffusori, spray, ecc.).

Infine, al quarto posto troviamo la candeggina: “Nulla pulisce più della candeggina“, “Uso la candeggina ogni giorno e tutto risulta più pulito“, “Con la candeggina le macchie spariscono“. La candeggina dal verbo “candeggiare”, che significa rendere bianco, candido, in realtà non pulisce: essa può infatti essere utilizzata per schiarire le macchie, uccidere i batteri, ed è più un disinfettante che un detergente. Se vogliamo pulire a fondo una superficie, invece, dovremo prima rimuovere lo sporco con un detergente, successivamente, potremo intervenire con la candeggina per disinfettare, facendo attenzione che il materiale da trattare sia adatto a questa sostanza. La candeggina infatti non compare tra i detergenti della scala del PH in quanto non è né un prodotto acido né alcalino o neutro.
In caso di danni, non vi è alcun rimedio. I pavimenti saranno definitivamente rovinati poiché i componenti aggressivi dei candeggianti attaccano interamente il materiale del vostro pavimento e lo danneggiano irreversibilmente. Rinunciate quindi all’utilizzo di candeggianti o di solventi forti e prima di tutto cercate di evitare di macchiare il pavimento.

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