Nasce Triestemetro: oltre 100 tappe per (ri)scoprire la storia della città

26.06.2020 – 14.33 – Dove nacque Italo Svevo? Contrariamente a quanto racconta Wikipedia, non in Viale XX Settembre, all’epoca Via dell’Acquedotto, ma in Via Mazzini 27, in quel lontano 19 dicembre 1861 nota come Via Nuova 21. È una delle tante, piccole, sorprese che s’incontrano percorrendo la métro pedonale del Comune di Trieste, un nuovo sistema di itinerari culturali operativo a partire da oggi, 26 giugno 2020 e rivolto non solo ai turisti, quanto ai curiosi della storia e dell’arte cittadina. Come una virtuale métro, il sistema prevede 7 percorsi pedonali ad anello – Architettonico, Storico, Letterario, Naturalistico e Sportivo, delle Comunità, Culture e Religioni e delle Scienze, Arti e Tecnologia – a cui si aggiunge una proposta di carattere introduttivo, Trieste in un giorno.
I 7 percorsi pedonali si snodano attraverso 111 tappe segnate con totem stradali quadrilingui. Come in una métro i percorsi sono segnati sulla mappa con un diverso colore, come se fossero delle linee di trasporti.
E come durante un viaggio, pertanto, è possibile scendere dalla métro a una stazione e scegliere di adottare un diverso percorso, una diversa linea. Un turista potrebbe pertanto scegliere il percorso architettonico; ma considerando come prediliga il liberty, “scendere” a selezionare l’itinerario di approfondimento sull’architettura art nouveau, all’interno del percorso generale. Si tratta dunque di un’idea “scalabile” a seconda delle necessità di approfondimento: si può optare per un percorso generale o al contrario prediligere un determinato periodo storico, un determinato settore artistico. Uno può scegliere di seguire la storia di Trieste nel suo complesso, così come selezionare solo l’itinerario Asburgico; o la Trieste romana; o la Tergeste medievale. Un sistema flessibile che fa perno su 60 itinerari di approfondimento, a loro volta inseriti dentro i 7 percorsi generali.
Oltre a ciò è possibile selezionare quale tipo di luoghi visitare: se ancora esistenti, ma non visitabili (es. edifici privati), se ancora esistenti E visitabili (es. Museo Revoltella), se scomparsi definitivamente, ma visibili ancora tramite fotografia o ricostruzione virtuale.

Un turista, così come un triestino che voglia fare una passeggiata storica, potrebbe pertanto scegliere l’itinerario Architettonico; ma giunto a Casa Bartoli (luogo visibile, ma non visitabile), scegliere di seguire l’itinerario liberty; e da lì optare per “scendere” ad un’altra fermata e un’altra ancora, ritagliandosi così un percorso su misura.
I “totem” principali, così come le 111 tappe presentano una spiegazione in 300 parole del luogo; le lingue scelte sono italiano, inglese, tedesco e sloveno. Il turista, per orientarsi e seguire le indicazioni necessarie per giungere a ogni singola tappa, sfrutta tramite smartphone o il sito triestemetro.eu o l’app apposita.
Le tappe presentano un codice QR: inquadrandolo tramite cell, il turista può leggere la storia dell’edificio e/o del luogo con un notevole approfondimento storico. I depliant cartacei dei percorsi principali sono bilingue – italiano e inglese – ma solo per ragioni di economicità di stampa. Tutto il materiale rimane però disponibile nelle quattro lingue della città sul sito e l’app, scaricabile anche in formato pdf.

L’inaugurazione è avvenuta alla presenza dell’assessore alla Cultura Giorgio Rossi che ha annunciato come si compia “un piccolo ma significativo passo che contribuirà al rilancio del turismo, con un rinnovato strumento di attrattiva turistica, frutto di un lavoro non trascurabile e partecipato e nato da un’idea dell’allora assessore Bucci. Un lavoro ‘corale’ che ha portato a sostituire tutta la vecchia segnaletica con la creazione di ben 7 itinerari tematici e correlati approfondimenti storico-culturali”.
È poi subentrata l’assessore all’Urbanistica, Mobilità e traffico Luisa Polli, la quale ha messo le mani avanti precisando che “questa realizzazione è a costo zero per il bilancio e l’amministrazione, non è costata soldi ai cittadini di Trieste. È stata infatti finanziata attraverso il progetto Pisus e il Civitas Portis che concerne l’intreccio tra il Porto Vecchio e la parte storica della città di Trieste. Ne avevamo iniziato a parlare con l'(ex) assessore Bucci guardando anche alla quota giovani dei turisti – da qui l’idea della app, come nelle grandi città europee – e crocieristico. E verrà connessa ad altre app riservate ai turisti, come nella prenotazione dei parcheggi, in modo che la città sia facilmente visitabile. Lo spunto originario è stato quello delle Guide Touring Club.”

Ricordando quale destino abbiano avuto le (tante) placche e segnaletiche turistiche degli anni scorsi, abbiamo domandato a Riccardo Cepach del Museo Sveviano quale sarà il futuro di questo nuovo “tentativo”.

L’app, negli anni a venire, verrà supportata? Quale sarà la longevità dell’app e della segnaletica? 

Il Comune ha sostenuto parecchio quest’app, così come questi percorsi; pertanto l’idea è di sostenerla, supportarla, aggiornarla; questa poi è solo una base di partenza. In futuro sarà possibile aggiungere nuovi itinerari; il sistema è stato costruito in maniera da essere modulabile a seconda le necessità; in futuro potremo aggiungere itinerari per il Porto Vecchio, per le zone periferiche, il Carso persino. L’intera struttura è variabile a seconda dei bisogni e delle reazioni dei turisti e dei triestini. L’itinerario tomizziano, ad esempio, prevede la casa natale di Tomizza in Istria; e così abbiamo fatto in altri limitati casi. Non è raggiungibile a piedi, ma è parte integrante di uno strumento che fa della flessibilità il suo essere primario.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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