13.06.2020 – 09.18 – È stato recentemente pubblicato il rapporto della Commissione Europea intitolato: “Defining Digital Innovation Hubs as part of the European DIH network”, redatto da DIHNET, il progetto di riferimento della Commissione per il supporto allo sviluppo della rete di digital hub a livello europeo, nel quale solo tre realtà sono menzionate come modelli di sistema regionale innovativo che integrano e sviluppano le caratteristiche che uno hub deve avere a supporto della trasformazione digitale delle imprese, uno dei quali è proprio l’IP4FVG del Friuli Venezia Giulia. Questo rende la regione un punto di riferimento a livello sia nazionale, visto che gli altri due esempi citati sono l’olandese SMITZH e il basco BDIH, ma anche europeo, in un ambito che perdipiù negli anni ha acquisito una rilevanza crescente e quindi, secondo Bruxelles, necessita di armonizzazione. Infatti, nonostante i primi DIH siano sorti solo nel 2016 (allora, erano meno di cento) ora sono più di 1500 tutti connessi in un’unica rete europea, nota, appunto, come DIHNET.
Il digital innovation hub del Friuli Venezia Giulia è stato indicato perché opera attraverso il modello Hub & Spoke, letteralmente mozzo e raggi (facendo riferimento alle ruote di una bici) in cui una cabina di regia centrale coordina l’accesso ai servizi, alle infrastrutture e alle competenze presenti sul territorio regionale. Cosa sia un sistema Hub & Spoke si può comprendere più facilmente pensando all’ambito in cui è nato: il traffico aereo, dove la compagnie fanno voli tra uno hub centrale e gli aeroporti minori, raggiunto il quale i passeggeri possono prendere voli per altri aeroporti sia minori che maggiori. Ad esempio, se desiderate volare da Trieste a Sidney molto probabilmente dovrete prima fare scalo in uno o più aeroporti hub come ad esempio Roma Fiumicino o Parigi CDG. In sintesi, il modello hug & spoke garantisce una gestione coordinata e diffusa di risorse e limitate.
Nello specifico, IP4FVG consiste in un partenariato di 26 realtà pubbliche e private che, sin dal 2018, lavorano assieme per supportare le imprese del territorio nella trasformazione digitale. Per Dino Feragotto, presidente della cabina di regia di IP4FVG, la menzione della Commissione “è la dimostrazione che mettendo a sistema competenze di realtà attive in diversi ambiti, quali ricerca, innovazione e industria, si possono ottenere ottimi risultati con dirette ricadute sul territorio”.
Gli obiettivi dello hub sono cinque, aggregare e valorizzare le risorse e le iniziative già esistenti, ottimizzare gli investimenti già effettuati, valorizzare le competenze su settori di interesse, indirizzare il cambiamento culturale e il nuovo paradigma della formazione e infine generare una massa critica grazie a una governance unica e riconosciuta. Se, come ritiene la Commissione, stanno procedendo bene in direzione di questi obiettivi questo potrebbe rappresentare un’importante risorsa e traguardo per la nostra regione. Specie considerando come questa sia un’epoca dove la capacità di adattarsi a un mercato sempre più digitale e avanzato tecnologicamente non solo è una necessità, ma è un obbligo per tutte le realtà che desiderino rimanere sulla mappa in una economia che è destinata a diventare sempre più spietatamente competitiva.
[a.z.]



