Migranti, ritorna la pressione sui confini. Tensioni a Ventimiglia e Rotta Balcanica

16.06.2020 – 16.29 – Dopo alcuni mesi di pausa (dovuta però alla chiusura delle frontiere motivata dalla paura del Coronavirus), riprendono le tensioni ai confini fra cittadinanza italiana e migranti: gli episodi più rilevanti si sono verificati questa settimana a Ventimiglia, nella fascia confinaria fra Italia e Francia, dove la situazione è tesa, ma preoccupa anche la frontiera fra Italia e Slovenia a Trieste, punto di arrivo della ‘nuova Rotta Balcanica’, lungo la quale si sono avviati negli ultimi mesi dello scorso anno migliaia di migranti rimasti poi bloccati lungo il percorso in una situazione umanitaria precaria.

La ripresa dei flussi migratori, contestuale alla riapertura dei confini, è stata contrassegnata da scontri fisici fra migranti e migranti in una situazione di povertà e degrado, e dal sorgere di nuovi accampamenti spontanei; da qui, la preoccupazione dei sindaci sia per la sicurezza pubblica che per la profilassi sanitaria, di fronte a un problema che ha solo in parte a che fare con la discriminazione razziale (al quale è stato accostato negli ultimi giorni dopo le proteste per la morte di George Floyd negli Stati Uniti) ma che è principalmente legato a motivi economici e alla fuga, ormai da molti anni, da nazioni e territori destabilizzati di un grande numero di profughi che cercano miglior fortuna negli stati europei. Se da una parte questa miglior fortuna, già da molto tempo, è diventata un’illusione in un’Unione Europea che stenta a dare risposte comuni ai problemi dell’occupazione (e questo, già da prima della pandemia), dall’altra una disarmonia nel rapporto fra domanda e offerta di lavoro è evidente, con molte posizioni non ricoperte dagli italiani e forza lavoro che gli imprenditori si ritrovano a dover cercare fra chi arriva da lontano, spessissimo perché chi entra accetta sì stipendi più bassi, ma soprattutto minori garanzie contrattuali. E su questa disarmonia pesano non poco le difficoltà degli imprenditori stessi a trovare una modalità sostenibile di inquadramento dei lavoratori, ancora di più ora che una crisi economica già latente sta esplodendo dopo il lockdown e si scontra con politiche di sostegno non ancora ben definite o messe in atto.

Il Sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, ha richiesto al Governo un’azione immediata di contenimento della situazione sul confine italo-francese e per quanto riguarda la Rotta Balcanica e il confine triestino già da tempo la soglia d’attenzione dell’amministrazione comunale e regionale è alta. Tornano, quindi, le preoccupazioni del 2017 e del 2018, anni in cui il fenomeno era stato sentito in maniera particolare anche se i dati sul numero elevato d’ingressi, poi confermati anche dal Ministero dell’Interno, non hanno mai smesso di essere oggetto d’attenzione in particolare da parte di Fratelli d’Italia e della Lega. Non c’è, attualmente, una situazione d’emergenza, ma allo stesso tempo il numero di migranti vicino alla frontiera italiana non è noto con precisione e i flussi potrebbero riprendere a crescere, finendo per alimentare, a causa della disperazione di chi ha lasciato il suo paese per cercare una vita migliore, la criminalità organizzata. O anche semplicemente scontrarsi con l’ostilità dovuta alla percezione d’insicurezza fra i cittadini italiani alla vista di persone che girano senza meta di giorno e di notte, anche in centro città e in prossimità delle Rive e del mare; vite vissute con difficoltà, ora a contatto con un nervo che la quarantena e le restrizioni ancora in atto, fra paura del contagio e ‘movida’, ha scoperto ancora di più. Una miscela potenzialmente esplosiva.

[r.s.]