Smart Cities, la sfida delle ‘città intelligenti’: il futuro è un’esigenza del presente

11.06.2020 – 10.40 – Sembra quasi un paradosso ma il Covid-19, nel caso dei processi produttivi, ha dimostrato almeno un aspetto positivo, funzionando da catalizzatore in ambiti che, per pigrizia o consuetudine, erano rimasti fermi a scadenze eterne. Uno di questi è rendere le nostre città delle Smart City, o ‘città intelligenti’, automatizzate e sotto molti punti di vista ottimizzate: un tema che non può più essere considerato futuribile perché entrato a far parte della nostra quotidianità ormai da tempo.
Ma cosa significa una città davvero Smart? Ovviamente non viaggiare su razzi ipersonici per spostarsi da un palazzo all’altro, ma restare connessi grazie a una piattaforma capace di erogare servizi al cittadino in modo semplice. Una città dalla parte dell’individuo, insomma, a portata di smartphone o, per i più digital, di Amazon Alexa.

Durante l’emergenza, tutti hanno dato per scontato che Zoom funzionasse, Skype fosse sempre disponibile, ma sono stati pochi quelli che hanno valutato l’impatto sulla rete di un utilizzo così intenso delle diverse tecnologie. Tanto per dare un po’ di numeri, le app di videoconferenza negli ultimi due mesi hanno registrato crescite esponenziali nell’utilizzo lavorativo, didattico, o semplicemente di svago, a partire dall’ormai famosissima Zoom che in Italia ha visto un incremento dei download 55 volte superiore alla media dell’ultimo trimestre del 2019, per arrivare a Houseparty, l’App per organizzare feste online tra amici che, lanciata nel 2017, durante il lockdown ha registrato un tasso di  download circa 400 volte superiore al medesimo periodo precedente. Comunque, la stessa cosa è accaduta per le app destinate all’acquisto di cibo e beni di prima necessità o per quelle create per allenarsi a casa, nella speranza di smaltire, considerata la chiusura delle palestre, i chili di troppo.

Pietro Orciuolo

Mentre a marzo dunque, durante il primo mese di lockdown, secondo i dati del Centro Studi di Confindustria (CsC), la produzione industriale crollava del 16,6% rispetto al febbraio precedente, le società dell’Information Technology apparivano in gran fermento, e tra queste Corvallis, tra i principali player italiani del settore.

L’azienda, attraverso il suo OpenLab, team di ricerca e sviluppo presente in cinque diverse realtà territoriali (Trieste, Milano, Padova ,Lecce e Catania) ha colto la sfida del momento e, nonostante le difficoltà dovute alla particolare contingenza, ha saputo riorganizzarsi immediatamente – prima in Italia nel suo settore, grazie alle intuizioni del direttore generale Daniele Melato – trasformando il lavoro tradizionale in modalità da remoto per l’intera comunità dei dipendenti, creando il neologismo “Working On Home”. Questo ha reso possibile mantenere il focus sui progetti seguiti dal gruppo OpenLab, mantenendo al contempo sempre viva l’attenzione sui cambiamenti in atto e coniugando lo sviluppo di un’economia sostenibile con soluzioni concretamente applicabili.

In quest’ambito, OpenLab non ha mai smesso di credere che le Smart City pensate per il futuro in realtà fossero un’esigenza del presente, in primis per creare nuovi posti di lavoro, oltre a una mobilità alternativa a quella più tradizionale, green, o il monitoraggio della qualità dell’aria, che certo erano emergenze già conosciute ma adesso appaiono in tutta la loro evidenza e peculiarità per la stretta connessione alla salute e, più in generale, alla qualità della vita. Negli OpenLab di Corvallis è nata l’intuizione che le Smart City potessero rendere più smart la vita dei cittadini attraverso piattaforme destinate alla Pubblica Amministrazione, quindi non app commerciali spesso avulse dal contesto socio culturale della specifica comunità, e quindi nella maggior parte dei casi inutili.

“È il caso ad esempio di Metrominuto (www.metrominuto.it)”, dice Pietro Orciuolo, cervello triestino di ritorno, Digital Strategist di Corvallis e professore di Digital Transformation e User Experience dell’Università di Trieste, “una nuova app nata per sostenere la mobilità pedonale nelle aree urbane delle città italiane e nella quale, durante il lockdown sono stati realizzati aggiornamenti con l’obiettivo di sostenere l’economia locale e supportare i servizi di vicinato. Il team di OpenLab è adesso già impegnato per rendere disponibili nuove funzionalità che permetteranno, tra l’altro, di avere una visione real time dell’affluenza di cittadini presso i principali luoghi d’interesse, al fine di evitare  pericolosi assembramenti, conoscere e apprezzare le bellezze storiche dei centri urbani attraverso percorsi pedonali creati in funzione degli itinerari preferiti e dei tempi di percorrenza, scoprire servizi, attività commerciali ma anche eventi in città e tanto altro, tramite mappe digitali costantemente aggiornate in tempo reale dalla Pubblica Amministrazione, adattabili a ogni esigenza. Insomma, un bel po’ di dati in una sola app: Metrominuto.”

Sempre nell’ambito della mobilità, la piattaforma SAMOA – SemAntic MObility Analyzer – (https://samoa-project.it) mira ad “alleggerire” il traffico cittadino riducendo l’inquinamento atmosferico e favorendo spostamenti individuali alternativi all’uso dell’auto, per rendere le città più pulite e vivibili. “Una piattaforma che potrà risolvere più di qualche problema al mobility manager dei Comuni”, prosegue Pietro Orciuolo, “che oltre a monitorare il traffico permetterà di conoscere il “sentiment”, cioè il giudizio espresso tramite il monitoraggio dei commenti e delle reazioni ai post pubblicati sulle piattaforme social come ad esempio Facebook, Twitter e altre dai cittadini relativamente alle scelte politiche programmatiche messe in atto, ma anche una soluzione per le aziende di trasporto pubblico locale e per gli stessi cittadini, che potranno trovare tutti i diversi servizi offerti sulla piattaforma in un periodo in cui la riorganizzazione delle corse deve necessariamente tenere conto degli afflussi e del distanziamento sociale”. Il sistema Samoa prevede, oltre alla possibilità per l’utente di verificare istantaneamente la presenza d’ingorghi e blocchi stradali, di valutare in alternativa un percorso intermodale alternando l’utilizzo di mezzi propri, servizi di trasporto pubblico, bike sharing e mobilità pedonale per recarsi da un punto all’altro della città, il tutto sulla base di un algoritmo che privilegia una scelta basata sul tempo impiegato, sulla riduzione delle emissioni nocive, le chilocalorie consumate e il relativo benessere fisico, infine sul risparmio economico.

Il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico veicolare è invece l’obiettivo di APOLLON – environmentAl POLLutiOn anAlyzer – (www.apollon-project.it)  lo strumento che attraverso l’Internet of Things(IoT) e i sistemi di misurazione a basso costo, accessibili a tutti, permette di avere un costante aggiornamento sulla qualità dell’aria e del rumore, anche previsionale. I dati rilevati dalle centraline APOLLON, in aggiunta a quelli ufficiali delle agenzie regionali per la prevenzione e protezione dell’ambiente, sono finalizzati al duplice scopo d’incrementare la coscienza ambientale nella popolazione residente, ma anche fornire ai Comuni e alle associazioni interessate, tramite delle dashboard a loro riservate, un utile strumento per una prima capillare verifica degli inquinanti in città. Gli utenti, collegando semplicemente lo smartphone ai dispositivi di rilevazione, possono inviare al centro di elaborazione dati APOLLON le misurazioni effettuate in una certa zona e in determinate fasce orarie della giornata, agendo da vere e proprie “sentinelle” della qualità dell’aria e contribuendo in prima persona ad alimentare la raccolta dei dati per far emergere eventuali valori anomali da sottoporre a verifiche e a cui porre rimedio. “Pensate a quanto valore potrebbe acquisire, ad esempio, la vostra casa se riusciste a dimostrare la qualità dell’aria della zona in cui abitate”, conclude Orciuolo, “Nell’economia sostenibile a cui tendiamo, il green non è solo un fattore di discussione ma anche un reale valore economico.”

Città del futuro, quindi, ma anche e soprattutto più sane, belle e vivibili. La sfida è già iniziata da tempo, e Corvallis da tempo si è impegnata con tenacia e competenza in questa sfida, nella ricerca costante anche di nuovi profili motivati da inserire in un ambiente stimolante e pronto a offrire momenti di crescita e formazione professionale.

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