Riavviare il motore del nordest. La partita europea la gioca Ciriani

30.05.2024 – 14.32 – Quali sono le esigenze del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia? Come rilanciare il mondo produttivo locale nel contesto europeo? In che modo la regione (e l’intero paese) farà i conti con le criticità evidenziate dal tessuto imprenditoriale e industriale? E ancora, come riavviare il motore del nordest? La posizione di Alessandro Ciriani – intervenuto oggi in conferenza stampa affiancato dal primo cittadino Roberto Dipiazza, il consigliere regionale Claudio Giacomelli, la deputata triestina di Fratelli d’Italia Nicole Matteoni, il presidente di Finest Alessandro Minon e Stefano Visintin, presidente di CONFETRA FVG – non lascia spazio all’interpretazione: stop al “fanatismo green” e via libera alla “cantierabilità”. “L’europa non è sempre così unita come retoricamente si dice – ha detto – talvolta gioca a geometrie variabili per tutelare gli interessi economici di alcune aree geografiche specifiche”. “La partita europea è una sfida importante – ha aggiunto il candidato alle elezioni europee di Fratelli d’Italia – l’indifferenza verso le elezioni europee è sprecata, impatta la quotidianità in ogni suo aspetto e, in particolare, le aziende. Abbiamo la possibilità, attraverso le urne, di far compiere all’Europa un bagno di realtà, trasformandola nell’Europa delle opportunità”.

Gli fa eco il presidente di Finest, Alessandro Minon, recentemente intervenuto al Forum Italia-Serbia: “Trieste è votata alla portualità e deve essere il punto d’incontro verso i Balcani. Il sistema paese – ha aggiunto – vede finalmente in Trieste una zona di neutralità e attrattività”. Al tempo stesso, sempre nell’ottica europea, Trieste dovrà puntare su quella che è la sua naturale predisposizione: “La città deve essere sempre più attrattiva dal punto di vista scientifico: si parla già da tempo di un istituto superiore di fisica quantistica a Trieste e, con il supporto europeo, forse potremmo vedere un’istutuzione di questo tipo, per la quale già ci sono delle competenze”.

Fratelli d’Italia, per queste elezioni, mira a “definire il manifesto di Trieste in Europa” e, ancor di più, “cosa l’Europa può e vuole fare per Trieste”. Questi i due concetti evidenziati dall’onorevole Nicole Matteoni e del consigliere regionale Claudio Giacomelli, che hanno sottolineato l’importanza “per Trieste di mantenere un collegamento continuo con tutte le istituzioni” e, un candidato come Ciriani, “già eletto dal popolo e che già risponde al territorio” è la prima scelta del partito di Giorgia Meloni.

Dello stesso avviso Roberto Dipiazza, che per l’Europa vuole “persone che hanno lavorato sul territorio”. “tante volte – ha aggiunto – abbiamo fatto arrivare in Europa persone che non sapevano neppure dove fossero. Che non si sono più viste per un paio d’anni o giù di lì”. “La scelta Ciriani significa rappresentare la regione a livello altissimo”, ha affermato il primo cittadino.

È “una campagna un po’ stanca” per l’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro, “sembra quasi non ce ne sia percezione. Oggi più che mai è importante andare a votare per cambiare il parlamento europeo, in un modo che sia replicabile in Italia”, ha detto.

Tema d’estrema attualità e caro al partito (e non solo) è quello del porto, soprattutto dopo la nomina a commissario straordinario del Porto di Trieste di Vittorio Torbianelli. Il commento del presidente Stefano Visintin: “I problemi, soprattutto nel mondo della logistica, sono tutti basilarmente comunitari, a partire da il trasporto ferroviario che sappiamo essere uno degli obbiettivi dell’agenda 2030. Dobbiamo fare grossi sforzi per l’omogenizzazione delle regole, con lo sguardo rivolto al concetto di mercato unico”.

mb.r

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