25.07.2018 – 08.44 – Il destino dei docenti delle scuole primarie, che insegnano da decenni con il diploma magistrale, ora minacciati dalla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso dicembre 2017, dove si richiede una laurea in Scienze della Formazione, continua a essere argomento di discussione. L’assessore all’Istruzione, Alessia Rosolen, ha incontrato lunedì una delegazione di insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia, presenti i capigruppo Mauro Bordin (Lega) e Mauro Di Bert (Progetto FVG). Sono a rischio nella Regione trecento posti di lavoro e l’avvio delle lezioni previste a settembre rende ormai impellente trovare una soluzione.
“Tutelare circa 300 posti di lavoro a rischio. Garantire continuità didattica e formativa agli scolari. Assicurare un’attuazione omogenea su tutto il territorio regionale delle disposizioni nazionali. E, in conclusione, adoperarsi presso tutte le sedi istituzionali, parlamentari, governative e ministeriali per trovare una soluzione che tuteli i lavoratori, gli allievi, le famiglie e l’intera comunità tramite la salvaguardia dei contratti stipulati a tempo indeterminato e la tutela dei diritti dei docenti in possesso del diploma magistrale attraverso un’idonea procedura che non vada in conflitto con la presenza dei docenti in possesso di laurea” – ha annunciato la Rosolen, sintetizzando i punti di un ordine del giorno, che verrà presentato al Consiglio Regionale.
“Questa situazione è particolarmente grave non solo perché si profila la perdita di numerosi posti di lavoro, ma anche perché andrebbe ad intaccare il principio della continuità didattico-educativa, in quanto in molte classi ci sarebbe il ricambio di docenti nell’arco del ciclo di studi. Ulteriore aspetto di rilievo è che nelle attuali graduatorie regionali non risultano esserci insegnanti in numero adeguato per coprire i posti che si renderebbero disponibili a seguito dell’uscita degli insegnanti diplomati qualora venisse dato seguito alla predetta sentenza del Consiglio di Stato. Tale questione diventa particolarmente delicata in quanto mette a rischio il corretto avvio del prossimo anno scolastico 2018/2019“.
Rosolen ha altresì spiegato che “la Regione continuerà a monitorare con la massima attenzione la vicenda, ma non ha letteralmente margini di manovra in questa fase. Dobbiamo valutare i riflessi del Decreto Dignità e attendere le sentenze della magistratura sul tema. Da parte nostra ci siamo immediatamente mossi per evidenziare la necessità e l’urgenza di risolvere questa vicenda. Con l’ordine del giorno, avremo uno strumento ulteriore per assicurare un’applicazione della sentenza omogenea in tutta la regione e scongiurare il rischio di interventi scomposti. L’obiettivo è salvaguardare gli insegnanti per erogare un servizio migliore per gli allievi. Ci sono professionalità formate e indiscusse che meritano tutela e sostegno, non possono essere esposte a una condizione di logorante precarietà”.


