Logistica, decreto legge Cura Italia dimentica i lavoratori marittimi

04.05.2020 – 08.00 – Mentre il lockdown chiudeva le frontiere e complicava i collegamenti marittimi, sono stati i porti, le autostrade e le ferrovie dell’Italia a garantire che il flusso di beni essenziali non s’interrompesse; eppure, dopo le critiche alla mancata attenzione alla portualità, stavolta sono i lavoratori marittimi nei porti e nelle navi i grandidimenticati del governo.
Il grido di allarme giunge dall’Ugl, rilanciato dal giornale Shipmag.it. La recessione economica infatti causerà un decurtamento dei salari dei lavoratori marittimi. Un aggravio che si somma alla già difficile situazione dei marittimi, categoria di lavoratori precaria, la cui tutela non è prevista nel decreto Cura Italia.

Si è fatto interprete del disagio della categoria il segretario territoriale di Napoli della Ugl mare, Almerico Romano, secondo cui il decreto legge Cura Italia “per un verso aiuta le famiglie dei lavoratori italiani e dall’altro butta fuori il 66% dei lavoratori del mare dalla misera, ma necessaria, assistenza economica degli ammortizzatori sociali. I diritti riconosciuti ai lavoratori di altri settori, per i marittimi sono conquiste ancora da concretizzarsi e le rimesse sono all’ordine del giorno”.

Il settore è talmente precario che “Lo specchio relativo al lavoro marittimo attuale non è stimabile neanche dagli addetti ai lavoro, sappiamo solo che migliaia di uomini e donne sono rinchiusi più che nelle loro abitazioni nelle loro difficoltà senza un ammortizzatore e senza un’adeguata assistenza sociale”.

Com’è caratteristica non solo dei marittimi quanto della portualità in generale, uno dei problemi è la distanza tra il governo e l’effettivo funzionamento del settore: “La causa maggiore dei mali del comparto marittimo è la mancanza di competenza nel settore del mare, riconducibile ad un Dicastero sempre più terrestre e sempre meno marittimo. Appena sarà finito una fase che ha visto i lavoratori in prima linea durante l’emergenza per garantire il trasporto, lo Stato ci dovrà far capire se sul settore del mare ci vuole scommettere o vuole rimettere”.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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