14.05.2020 – 09.24 – Uno scudo a tutela di medici e infermieri o uno strumento che concede a priori un’immunità (legale) senza reale fondamento? Si è dibattuto ieri in Regione sulla mozione volta alla tutela dei lavoratori sanitari, proposta dal Gruppo di Progetto Fvg/Ar, sostenuta dal centrodestra e infine approvata con larga maggioranza.
La mozione impegnerà a sostenere, presso il Governo, tutte le azioni a tutela del lavoro degli operatori sanitari, specie quando fuoriusciti dall’emergenza ci si “dimenticherà” in quale situazione straordinaria abbiano operato tra marzo e aprile.
I sanitari sono infatti preoccupati per eventuali ritorsioni “legali” da parte di parenti dei morti da Covid-19. C’è però il rischio concreto che una simile mossa consenta di nascondere le carenze nella gestione degli ospedali stessi in Italia: dai mancati approvvigionamenti a marzo di mascherine e camici, ai tanti casi di ospedali trasformatosi in focolai di Coronavirus.
“Si tratta di professionisti già gravati da una situazione di forte stress fisico ed emotivo, a rischio quotidiano di contagio”, ha fatto presente il primo firmatario, Mauro Di Bert.
“Per poter garantire adeguati servizi ai cittadini, non possono anche avere il dubbio che dall’essere considerati eroi, come accade oggi, un domani possano diventare il capro espiatorio al quale imputare ipotetici errori e vivere l’angoscia di procedimenti penali a loro carico” dopo che già operano con “turni massacranti, un sistema al collasso, posti letto che non bastano, attrezzature insufficienti”.
La richiesta è, allora, “pensare a interventi speciali di tutela, una sorta di scudo immunitario per la responsabilità professionale, civile e penale dei professionisti della sanità, riferito al periodo inquadrato dalla data dei primi contagi in Italia a quella che sarà la data di dichiarazione di fine emergenza da parte del Governo”.
“Capisco l’intento della mozione ed è doveroso ringraziare chi lavora, ma serve una analisi rigorosa anche di chi ha la responsabilità degli errori e ha sbagliato”, ha però fatto presente Andrea Ussai (M5S).
Maddalena Spagnolo (Lega) ha parlato in termini di ringraziamento, prima che di riconoscimento, per coloro che operano nel mondo della sanità e ha rimarcato che la mozione “vuole tutelare la buona fede di chi ha messo tutta propria capacità per salvare delle vite”.
“Voterò contro perché sebbene io capisca perché è stata fatta, non è sostenibile una posizione che a priori conceda uno strumento di immunità”, è stato, invece, il commento negativo di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).
Claudio Giacomelli (FdI), pur ricordando che “dietro un medico che sbaglia, c’è un cittadino che paga“, ha sottolineato lo spirito di sensibilizzazione del documento, il fatto che pone l’accento sulle “condizioni in cui medici e infermieri hanno dovuto lavorare per combattere una malattia con scarse certezze e in condizioni precarie, a fronte di rischi penali colposi e rischi civili”.
Perplesso su un discorso di “scudo penale” si è detto Walter Zalukar (Misto), che avrebbe preferito che la mozione fosse fatta “per garantire ai medici di poter lavorare in sicurezza, oggi e in futuro, perché così non è stato neppure in passato”.
Bocciata la proposta di Mariagrazia Santoro (Pd) che avrebbe voluto che un tema così delicato fosse approfondito in III Commissione consiliare per prevedere anche “altre forme di sostegno a questi operatori della sanità, come aiuti economici e bonus come già stanno facendo altre Regioni. O rischiamo di tutelare anche chi non ha operato in scienza e coscienza”.
Infine, il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha dichiarato di approvare personalmente la mozione; un dato che non sorprende considerando il suo ruolo di primo piano nella gestione dell’emergenza Covid-19.
Riccardi ha dichiarato di aver visto i medici “mettere firme pesanti che tanti non avrebbero avuto il coraggio di porre, e persone prendersi la responsabilità di agire al meglio per poter salvare una vita scegliendo la soluzione che in quel momento pensavano fosse la più giusta da prendere. E quelle persone vanno tutelate“.


