Estate 2020, ancora un anno di caldo: 1,1 gradi di media in più

28.05.2020 – 09.56 – E dopo il Covid, il caldo: ogni anno, da qualche anno, si dice che l’anno che arriverà sarà più caldo di quello appena passato. Sembra quasi un eterno ritornello; eppure fa caldo davvero. Il 2020 si prepara a essere, globalmente, nella media più caldo di oltre 1 grado (secondo il modello matematico proposto da MET, l’ufficio meteorologico del Regno Unito, con il quale concordano anche le raccomandazioni dell’OMS, fra 0.99 e 1.23 gradi, con una previsione fissata su 1.11) rispetto al periodo pre-industriale in cui sono iniziate le misurazioni, quindi circa tre secoli fa proprio in Inghilterra. Il 2020 non farà eccezione; il tempo, finora, non è sempre stato alle nostre latitudini dei migliori, ma qualche segnale di alta temperatura c’è già stato, e appena le ultime nuvole di maggio se ne saranno andate arriverà senz’altro il momento di accendere l’impianto di climatizzazione. Considerata purtroppo anche la difficoltà, con le misure di prevenzione Coronavirus ancora in atto, di ammassarsi in spiaggia per ritagliare almeno un metro quadrato d’acqua e di fresco, o di potersi spostare in paesi più temperati.

Secondo i meteorologi, si tratta della chiara impronta umana sul clima e del riscaldamento dovuto all’impiego ancora molto elevato e distante dagli obiettivi di combustibili fossili: calore indotto quindi dall’uomo. Le previsioni fatte fra fine anno scorso e inizio 2020 non hanno tenuto conto dell’epidemia di Coronavirus (gli effetti benefici sull’ambiente, che ci sono stati, hanno avuto vita breve, e stanno venendo rapidamente cancellati dalla ripresa delle attività) o di eventi imprevedibili, come un’eventuale eruzione vulcanica (che potrebbe abbassare la temperatura media a causa dell’effetto schermante della polvere nell’atmosfera); e per il 2020 non è stato predetto un nuovo El Niño, ovvero l’effetto del sistema climatico dell’Oceano Pacifico capace di far innalzare temporaneamente di molto le temperature, come nel 1998, nel 2005 o nel 2016. El Niño è stata spesso il pretesto per una corsa a smentire la realtà del cambiamento climatico, e se quest’anno non ci sarà e le temperature aumenteranno lo stesso, poche altre scusanti si potranno accampare, e occorrerà prendere coscienza della realtà: l’aumento delle temperature è dovuto all’emissione di gas.

E se sarà così, ovvero 1.1 gradi di media in più nel mondo, vorrà dire che ci siamo avvicinati ancora un poco al momento del cambiamento irreversibile, fissato in una temperatura più alta di 1.5 gradi rispetto a quella pre-industriale. Il cambiamento, una volta superato 1 grado di differenza (cosa già avvenuta qualche anno fa), si sta dimostrando più rapido di prima, con punti del pianeta che si stanno riscaldando più velocemente di altri, come l’Artico e la Groenlandia, dove il ghiaccio sta scomparendo con una velocità sette volte superiore a quella del 1990. Continuando di questo passo, e con l’Agenda 2030 messa ora a serio rischio (se non, almeno per alcuni punti, già completamente mandata all’aria) dall’incombente crisi economica post-quarantena, il punto di non ritorno sarà raggiunto prima del 2040. Ci restano una quindicina d’anni, quindi.

[r.s.]

Ultime notizie

Dello stesso autore