09.06.2019 – 21.41 – E avevate pensato che l’estate dell’anno scorso fosse stata calda. I 30 gradi e più sono arrivati, di colpo e dopo corsi e ricorsi di pioggia, e si fanno già sentire con prepotenza: è mancata la mezza stagione. E il caldo non è ancora iniziato per davvero: gli studi e i rapporti più recenti dei climatologi ci ricordano che la tendenza globale verso un innalzamento delle temperature della stagione calda non si fermerà tanto presto, e che il 2019 “potrebbe essere l’anno più caldo della storia” (da quando iniziamo a raccogliere dati con una certa precisione, naturalmente), e sicuramente il più caldo degli ultimi cent’anni.
Sarà così? Presto per dirlo. Si tratta di percezione; si tratta di condizioni locali. La scienza ha sviluppato modelli di calcolo molto avanzati e sempre più affidabili, però predire il clima resta un’attività molto difficile. Lo svilupparsi, attualmente improbabile, di un fenomeno “El Niño”, ovvero il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico attorno all’Equatore, che è ciclico, potrebbe contribuire ad aumentare le temperature già previste come piuttosto alte; i gas serra ci sono, e di questo siamo sicuri. Entrambi potrebbero contribuire a un caldo effettivamente senza precedenti. Per quanto riguarda la percezione, è vero che ogni estate passata ci sembra la più calda di sempre, ma quanto caldo faceva, d’estate, da queste parti, negli anni Novanta? Mediamente 28 gradi e mezzo. Quanto caldo fa adesso? Mediamente 30 gradi, con le eccezioni del 2017 ovvero 32 gradi, e del 2003 ovvero 33 gradi. E un grado e mezzo di differenza sulla media non è poco.
Ciò che preoccupa, oltre alla media e al caldo dei prossimi giorni in sé – dal quale con un po’ di attenzione, buona idratazione e la climatizzazione in particolare per gli appartamenti e gli ambienti in cui vivono i più piccoli, gli anziani e i nostri cuccioli – sono gli sbalzi: passare da 20 a 35 gradi in pochi giorni mette a dura prova tutto e tutti, e le ondate di caldo improvviso possono uccidere. Sembra che pochi siano i posti al mondo che saranno al riparo dal caldo in arrivo: sicuramente non l’Europa e non l’Italia, ma neppure gli Stati Uniti o il Canada, dove le misure per affrontare quella che in alcune città sarà un’emergenza si stanno già approntando.
L’estate del 2019 non sarà, come già detto, l’unica stagione più calda del normale di fronte a noi nel breve: l’aspettativa degli esperti è che si tratti dell’inizio di una lunga serie di estati calde, per colpa dell’elevata concentrazione di gas serra. Le ripercussioni? Quelle a cui abbiamo già assistito: incendi, tornado, infestazioni, tempeste tropicali, uragani, pioggia improvvisa e fortissima. Che tornerà sicuramente, subito dopo il caldo o fra una settimana calda e l’altra, per ricordarci che c’è un limite a quello che si può definire un ambiente sicuro e abitabile per l’essere umano. Se n’è già parlato. Molto. Con molte domande, e poche risposte.
[r.s.]


