28.05.2020 – 16.31 – La Corea del Sud, e in particolare la sua capitale, Seul, ha imposto un nuovo lockdown parziale e relativo ad alcune delle attività recentemente riaperte a seguito di un aumento nel numero di contagi da Covid-19 che non è ancora riuscita a tracciare in modo efficace. La chiusura, che avrà una durata di due settimane, inizierà domani e riguarderà i musei, i parchi pubblici e le gallerie d’arte, mentre alle società private il Ministero della salute guidato da Park Neung-hoo ha chiesto di reintrodurre temporaneamente il lavoro flessibile.
Il periodo d’incubazione che il governo di Seul tiene ora in considerazione nell’osservazione dell’evoluzione del virus è quello medio di 7-8 giorni, dal quale deriva la decisione di non considerare utili misure di chiusura che superino le due settimane ma piuttosto di seguire l’approccio svedese (pur senza escludere un mantenimento del nuovo lockdown per un periodo più lungo se il numero di contagi non dovesse rapidamente scendere). L’esperienza nel paese nordeuropeo, che non ha mai deciso per una chiusura completa delle attività controllando l’esposizione graduale della popolazione ed evitando focolai fuori controllo ha mostrato una tendenza continua di nuove infezioni, evoluzione della malattia con un numero limitato di casi gravi, calo e successivamente nuove infezioni che sta mantenendosi costante ormai da marzo. Ai residenti di Seul è stato chiesto di evitare i luoghi più affollati e le riunioni con gran numero di partecipanti: cruciale, a quanto sembra, nell’aumento nel numero di contagi dopo la riapertura del 6 maggio, sono stati i karaoke e alcuni locali alla moda della capitale, le scuole troppo affollate e alcune aziende proprio della capitale (in particolare la società di grande distribuzione Coupang): i casi a Seul, infatti, sono stati la grande maggioranza del totale. L’azienda di distribuzione, secondo le autorità, non avrebbe vigilato sulle misure di sicurezza come il distanziamento sociale, tenendo al lavoro anche persone che avevano già mostrato sintomi della malattia. È un’evenienza, quella di un nuovo aumento di contagi, che Seul aveva previsto nel momento in cui far ripartire l’economia della nazione è diventata un’esigenza pressante, in particolare di fronte alla mancanza di previsioni affidabili sulla disponibilità di un vaccino e all’ipotesi che il virus Sars-CoV-2, responsabile della malattia, resti presente in maniera endemica nel mondo; da qui la grandissima attenzione della Corea nei confronti del monitoraggio delle situazioni a rischio e reazione focalizzata e immediata, piuttosto che a un lockdown generalizzato senza strategie di prevenzione in stile europeo.
[r.s.]


