Medici e infermieri contagiati a Cattinara: sindacati e opposizione chiedono trasparenza

17.04.2020 – 11.23 – È stata chiusa da ieri sera la Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Cattinara, preparando quale sostituzione 6 nuovi posti letto per pazienti semi-intensivi presso il Pronto Soccorso, nell’area RAU. Una scelta obbligata a seguito della scoperta, avvenuta tramite tampone agli operatori sanitari, di 5 medici e 9 infermieri positivi al Covid-19.
Sebbene ASUGI abbia osservato come la causa possa essere stata un “falso negativo” dai tamponi di uno dei pazienti, i Sindacati e le forze politiche hanno criticato la mancanza di trasparenza da parte dell’Azienda, così come la scelta di non aver dedicato una specifica struttura sanitaria ai casi di Covid-19.
La FSI-USAE è intervenuta sulla questione, osservando come i sindacati non siano stati avvertiti dall’ASUGI: la notizia è stata scoperta leggendo dai giornali e dalle testate online.
“Sembra – osserva la Segreteria – che da alcune indiscrezioni si evinca che siano state effettuate particolari manovre a rischio su di un paziente in una zona non idonea a trattare persone infette da Covid-19 pur essendo presenti all’interno della struttura ospedaliera reparti dotati di tutte le tecnologie per farlo”.

Nuovamente criticata è l’Azienda, perchè “Da quando è cominciata l’emergenza le informazioni circa le procedure adottate e lo stato di salute degli operatori sono state alquanto scarse, e pur comprendendo la situazione non possiamo però non esimerci dal criticare una politica aziendale sterile in tal senso.”

Un’amara considerazione conclude la nota: “Avremmo preferito che il direttore sanitario ci avesse informato di un tanto piuttosto che apprendere notizie di questo rilievo leggendole sui quotidiani online e sui social media: è questa la considerazione che l’azienda nutre verso i propri dipendenti?“.

Walter Zalukar, Consigliere regionale del Gruppo Misto, che già da settimane aveva criticato la scelta di Cattinara quale ospedale per i casi di Covid-19, ha espresso una dura condanna verso l’ASUGI: “La Medicina d’urgenza chiude per contagio da questa sera, il reparto di Medicina Clinica risulterebbe chiuso da alcuni giorni, ma di questa chiusura si sa poco, perché la trasparenza non sembra un punto di forza dell’Azienda sanitaria triestina. La Medicina d’urgenza era infetta da una settimana, ma la notizia è arrivata oggi, quando forse non si poteva più nasconderla.”

“È stato un contagio annunciato – dichiara Zalukar – vista la scelta, per me scellerata, di mescolare reparti Covid a reparti no Covid nella stessa struttura ospedaliera, dove non sono possibili percorsi nettamente separati tra infetti e non.
Scelta incomprensibile che non ha neppure tenuto conto delle indicazioni del Ministero della Salute, che sono chiarissime e tassative nell’affermare che è “necessario identificare prioritariamente stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID- 19.”

Tanto più, osserva Zalukar, che “Trieste presenta un’organizzazione ospedaliera ideale per un assetto organizzativo coerente con le indicazioni ministeriali, essendo articolata su due stabilimenti, Cattinara e Maggiore, quest’ultimo sottoutilizzato.

Occorre dunque, secondo Zalukar, “rivedere urgentemente l’organizzazione, e quindi chiederò anche cosa si intenda fare per non rischiare di avere domani tutta Cattinara infetta. E chiederò se non sia giunto il tempo della trasparenza. La Medicina d’urgenza è risultata infetta una settimana, fa eppure ha continuato a ricoverare malati gravi, degenti vicini l’un l’altro, i sanitari, alcuni già infettati, hanno continuato a lavorarci dentro. E medici specialisti, infermieri, operatori dei servizi andarci forse senza sapere che andavano in posti infetti. Ecco, in un ospedale non si può rinunciare alla trasparenza e tanto più in tempo di epidemia” conclude il Consigliere regionale.

Altrettanta preoccupazione viene espressa dal centrosinistra della provincia di Trieste, nella forma di un intervento di Antonella Grim (IV), Sabrina Morena (Open Fvg), Fabiana Martini e Laura Famulari, capogruppo e segretaria provinciale Pd.
“Ci stringiamo agli operatori e ai loro familiari, che dovranno ora affrontare la quarantena e il Covid-19 ma -aggiungono le esponenti del centrosinistra – è al contempo nostro dovere chiedere un veloce e puntuale approfondimento delle cause che hanno introdotto il contagio in uno dei punti di maggior fragilità e importanza per l’accesso alle cure ospedaliere.”
“Mai come in un simile frangente la trasparenza è a servizio della salute e del benessere di tutte e di tutti: ci auguriamo non venga meno”-

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