09.03.2020 – 14.38 – La crisi economica scaturita a causa dell’emergenza da Covid-19 è uno degli effetti immediati e tangibili con cui le imprese di una larga parte dei settori lavorativi, in particolare del turismo e dei servizi, si sono trovati a dover affrontare fin dal principio. Il rallentamento del paese non ha infatti risparmiato nessuno; a subire drastiche ripercussioni, anche il settore dei trasporti, e nello specifico quello del trasporto di persone tramite l’utilizzo di autobus.
A dare un quadro della situazione sul piano regionale è Fabio Fontanot di “By Bus Trieste”, presidente di categoria della CNA FITA (autotrasporto merci c/t, trasporto persone); a partire dal 23 febbraio, con l’arrivo delle prime disdette, per arrivare a oggi 9 marzo, secondo Fontanot la situazione attuale è quella di un 100 per cento di annullamenti. Causa degli annullamenti, da un lato la chiusura delle scuole, con le quali erano già programmati, spiega, “numerosi viaggi di istruzione e didattici”: è stato in particolare proprio il venir meno di quest’ultimi che ha influito negativamente sulla salute del settore, ma alle mancate gite scolastiche si affiancano e collegano inevitabilmente anche la caduta verticale del comparto turistico e l’arresto generale delle attività legate alla cultura e al tempo libero: “molti dei clienti non erano legati solamente al comparto turistico, ma si trattava anche di enti ed associazioni, le quali, venendo a mancare le attività, non hanno più bisogno di determinati servizi di trasporto. Veniamo fuori da anni già difficili, in cui purtroppo la politica non ha mai tutelato la nostra categoria, in particolare per quanto riguarda l’applicazione di determinate normative che tenessero conto anche di quelle vigenti negli altri paesi come Germania, Austria, Francia, Slovenia, con la richiesta di maggiori controlli sulle modalità di erogazione del servizio e fatturazione”.
Con la crisi causata dall’emergenza Coronavirus, “andiamo incontro a una possibile chiusura”, spiega ancora Fontanot. “Sono tanti i colleghi che stanno pensando di interrompere le attività, e questo è inevitabile in una situazione in cui vi sono zero introiti ma dove le spese comunque permangono: spese fiscali, leasing dei mezzi, assicurazioni”. Un quadro gravissimo e uno sconvolgimento arrivato proprio nel periodo in cui si stava concludendo la bassa stagione per entrare, da marzo a giugno, nell’alta. Una situazione, secondo CNA FITA, dalla quale risollevarsi sarà particolarmente difficile, e su cui non si può fare nessuna previsione, non sapendo quanto a lungo si protrarrà ancora l’attuale emergenza: a subire maggiori danni, al pari degli altri settori colpiti, sono soprattutto le piccole e le micro imprese o le partite IVA, che non essendo strutturate in modo tale da poter reggere il contraccolpo non saranno probabilmente in grado di assorbire il danno. È proprio la categoria delle partite IVA quella alla quale, secondo Fontanot, la politica dovrebbe ora guardare maggiormente: “Anche un piccolo contributo economico sarebbe un grande aiuto per le piccole aziende del settore, ma non solo: anche ad esempio la sospensione del pagamento degli F24. Qualsiasi minimo sostegno sarebbe al momento di grande aiuto per questa tipologia di imprese”.
[n.p.]


