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domenica, 3 Luglio 2022

Il Porto di Trieste guarda all’Asia centrale: accordo con l’Azerbaijan

23.02.2020 – 08.49 – Il nuovo ordine globale si orienta da decenni verso una scala super continentale, coinvolgendo Cina, Russia ed Europa in un unico blocco politico-economico, a danno della concezione occidentale rivolta verso l’Atlantico e l’America. Lo ha formulato il politologo Bruno Maçães con il saggio “The Dawn of Eurasia” (2018), evidenziando una verità oggigiorno lapalissiana, ovvero uno spostamento dei traffici mondiali a est.
Il porto di Trieste, nella qualità di scalo internazionale dell’Italia, si presta da tempo al ruolo, con continui memorandum d’intesa rivolti verso l’oriente: europeo e non. Un altro tassello “eurasiatico” ha trovato la sua collocazione ieri, quando un altro memorandum d’intesa è stato siglato tra il Porto di Trieste e quello di Baku, capitale della Repubblica dell’Azerbaijan. Specificatamente l’accordo è stato siglato tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e la compagnia pubblica che gestisce il Baku International Sea Trade Port. Un’occasione fornita dal Business Forum Italia-Azerbaijan tenutosi ieri alla Farnesina e aperto dal presidente della Repubblica azera, Ilham Aliyev, e dal ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio.

Trieste già collabora con Baku: il memorandum, come avvenuto con altre nazioni, formalizza una situazione di fatto; entrambi i porti infatti sono collocati sulla direttrice di traffico trans-caspica, la quale connette Estremo oriente ed Europa occidentale, attraverso un percorso misto di ferrovie e trasporti via mare che si estende a sud della Russia.
Baku, il porto più grande dell’Azerbaijan, connette la zona dell’Asia Centrale, mentre Trieste, a sua volta, connette l’Europa occidentale. Un risultato reso possibile grazie ai pesanti investimenti del paese azero nelle ferrovie rispettivamente della Georgia Baku-Batumi e della Turchia Baku-Kars.

Il memorandum garantirà una migliore sinergia a livello di traffici, così come lo scambio di conoscenze e “buone pratiche” in ambiti quali la gestione delle free trade zones, l’ICT, training del personale e lo sviluppo di politiche portuali innovative mirate alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza.

“Le relazioni con il porto di Baku – ha sottolineato il Presidente dell’Authority, Zeno D’Agostino – si sono ulteriormente rafforzate proprio grazie a questo memorandum, che rappresenta una nuova occasione di sviluppo delle politiche di internazionalizzazione del nostro sistema portuale nell’ambito delle reti globali”.

Entusiasta a sua volta anche Taleh Zyadov, direttore del porto di Baku: “Il protocollo che abbiamo firmato con Trieste – apre nuove opportunità per entrambi i porti che fungeranno da hub determinanti nel corridoio centrale che collega la Cina e l’Europa attraverso l’Azerbaijan”.

Diversi interventi in sala durante il forum di ieri, ad iniziare da quello del presidente dell’ICE, Carlo Ferro, hanno più volte richiamato proprio il ruolo chiave di Trieste e di Baku, nel quadro di crescita delle relazioni economiche bilaterali e di traffico dell’area. L’Azerbaijan, con 10 milioni di abitanti ed un PIL di oltre 48 miliardi, sta portando avanti la sfida di diversificare la sua economia dal petrolio che ne rappresenta circa il 35%, diventando un hub commerciale, posizionandosi come crocevia per gli scambi tra Europa e Cina ed Asia meridionale e Russia. In quest’ottica, le risorse del Paese saranno nei prossimi anni prevalentemente investite in infrastrutture stradali, portuarie e ferroviarie.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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