20.02.2020-09.00- Il giorno 13 febbraio, presso il Dipartimento della P.S., si è tenuta una riunione per la riorganizzazione della Polizia delle Frontiere, che prevede complessivamente una riduzione degli Uffici in Italia, mediante devoluzione delle competenze alle Questure territorialmente competenti o accorpamenti. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, oltre ad una riduzione dell’organico per tutti gli uffici di frontiera della Regione, rispetto a quanto previsto dal vigente Decreto Ministeriale, è stato programmato l’accorpamento dell’Ufficio Polizia di Frontiera marittima di Trieste con il Settore Polizia di Frontiera Terrestre di Trieste, con contestuale istituzione di un unico Ufficio di livello dirigenziale.” La risposta che ci saremmo aspettati dal Dipartimento della P.S.”, dichiara il Segretario Provinciale del COISP Enrico MOSCATO, “per fronteggiare l’imponente flusso migratorio sul confine del Nord-est, circa 5.000 persone rintracciate nel 2019, e la necessità di maggiore vigilanza correlata all’espansione territoriale del porto di Trieste, che vede costanti incrementi e relativi record di traffici croceristico e commerciale, appena rappresentati dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale (1° porto in Italia per il tonnellaggio delle merci trattate) sarebbe stata quella di inviare immediatamente del personale di rinforzo e non semplicemente programmare l’accorpamento tra due uffici di Frontiera, che hanno compiti e professionalità diverse.
Non è certamente questa la soluzione, anche se la più semplice ed economica, cioè quella di utilizzare gli stessi uomini già a disposizione, lasciando inalterati i numerosi problemi che gli operatori della Polizia di Frontiera devono affrontare giornalmente durante i costanti rintracci di migranti irregolari lungo i circa 50 km di confine terrestre della provincia di Trieste, senza neanche avere a disposizione sulla fascia confinaria con la Slovenia dei locali idonei per la gestione dei migranti.
Ad aggravare la situazione, l’incauta gestione del personale a disposizione della Polizia di Frontiera Marittima, che ha visto la riduzione negli ultimi due anni di circa il 20 %, ha reso sempre più difficile l’assicurare i controlli di frontiera e antimmigrazione via mare nei confronti delle navi ed imbarcazioni in arrivo nel porto di Trieste, nonché la vigilanza, anche in un’ ottica antiterrorismo, dei 24 km di costa interessata dalle infrastrutture portuali.
Anche dopo la recente chiusura della Squadra Nautica della Polizia di Stato, è sempre più evidente quanto sia miope una politica della sicurezza per la città di Trieste votata esclusivamente al risparmio, che non ci rassicura, prima come cittadini e quindi come appartenenti alla Polizia di Stato.”
“Il CO.I.S.P.”, conclude il Segretario Regionale del COISP Domenico DRAGOTTO, “continuerà su tutti i tavoli a rappresentare la necessità di una rivisitazione del progetto dell’Amministrazione della P.S., nell’ottica di un reale incremento delle risorse umane a disposizione della Polizia di Frontiera, in particolare a Trieste, che non può più subire, dopo vari tentativi di chiusura e passaggio di competenze alla Questura, ulteriori intempestivi e fantasiosi progetti di razionalizzazione, mediante l’esclusivo incremento dei carichi di lavoro a danno dei poliziotti la cui età media, lo ricordiamo, è sempre più preoccupantemente alta.”


