
14.01.2020 – 19.25 – Si dice che il secondo nome “Marciano” di Ricky Hickman derivi dalla passione del padre per il pugilato, e da Ricky a Rocky è questione di una vocale. Quello che conta per Trieste è che arriva un giocatore esperto e dalla mano calda da fuori, dettaglio non da poco per una squadra come l’Allianz, penultima insieme a Cantù come percentuali medie realizzative dal perimetro (30.1 %). Non è un caso se il nuovo “9” biancorosso ha esordito con parole rivestite dai guantoni: “Il basket è una battaglia che si combatte giorno per giorno, emergere è possibile, ma solo con il duro allenamento”. Il nuovo play-guardia classe ’85 ha poi anticipato le sue peculiarità tecniche: “Il mio gioco non consiste solo nel segnare, ma nel mettere i compagni nelle giuste posizioni e aiutare in ogni situazone, quindi anche assist, rimbalzi e difesa. Contro Venezia ho visto una Trieste difensivamente a buon punto, offensivamente si può migliorare”. Uno dei dubbi principali, come per Washington, è la condizione fisica dopo il lungo stop, Hickman ha tranquillizzato: “Non ho smesso di lavorare neanche in estate, sono felice di essere qui e avere la possibilità di esprimermi con questa maglia”.
La presentazione, oggi pomeriggio nella pancia dell’Allianz Dome, è stata inaugurata dalle parole del presidente Ghiacci, ha preso posizione su alcune situazioni delicate di questi giorni: “Abbiamo messo a segno un colpo stanotte ma ne parleremo nei prossimi giorni. Sulle partenze valuteremo in funzione delle nostre esigenze. Non è da escludere che contro Varese giochi Justice, sicuramente però non possiamo tenere 15 giocatori in palestra”.
Il non detto è che, anche alla luce dell’innesto di Cervi, qualche giocatore dovrà lasciare Trieste. Molte voci di mercato si erano rincorse negli ultimi giorni su Strautins, accostato alla Virtus Roma. Anche sulla situazione dell’ala lettone Ghiacci precisa: “C’è stato un non capirsi. Lui è il nostro sesto italiano, nessuno da parte nostra gli ha chiesto di andare via, ma lui sì. Dalle mie parti si dice che per fare un fosso ci vogliono due rive, nel momento in cui si firma un contratto tanto noi quanto i giocatori siamo tenuti a rispettare gli impegni presi. Di certo non ho intenzione di regalare giocatori a una diretta pretendente”.
Con l’intervento di Dalmasson la conferenza entra nella dimensione tecnica: “Hickman è un giocatore di grande esperienza. Il suo ingaggio deve far arrivare a tutti il messaggio: c’è volontà di mantenere la categoria. Che tipo di giocatore è? Sa fare sia il play che il terminale, starà a lui capire, situazione per situazione, come comportarsi. La sua presenza sarà importante per tutti noi soprattutto nei momenti in cui abbiamo dimostrato più difficoltà, cioè quando la pressione aumenta. La sua qualità maggiore è tenere unita la squadra, vista la sua esperienza e qualità ma bisogna aspettare che raggiunga la sua miglior condizione. Dopodichè, com’è stato per Washington domenica, può aiutarci già adesso ma deve ritrovare il ritmo gara. In questo senso va intesa l’amichevole di domani a Lubiana, in cui Ricky sarà in campo. Con gli ultimi acquisti la squadra fa un salto di esperienza”.








