26 giugno 2026 – ore 13:00 – Nuovo intervento della Polizia slovena contro il traffico di migranti lungo il confine con la Croazia. Nel tardo pomeriggio di ieri, attorno alle 17, gli agenti hanno fermato un’autovettura Peugeot 408 con targa croata nella zona di Rakitovec, piccolo centro dell’entroterra istriano a pochi chilometri dal confine. Alla guida del veicolo si trovava un cittadino ucraino di 46 anni. Nel corso del controllo è emerso che l’uomo stava trasportando cinque cittadini turchi che non soddisfacevano i requisiti previsti per l’ingresso e il soggiorno nella Repubblica di Slovenia.
Al termine degli accertamenti, il conducente è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le autorità slovene gli contestano il reato di attraversamento illegale del confine o del territorio dello Stato, previsto dall’articolo 308 del Codice penale sloveno. L’uomo è stato trattenuto in custodia e nella giornata di oggi sarà accompagnato davanti al Tribunale distrettuale di Capodistria, dove verrà interrogato dal giudice nell’ambito del procedimento penale.
Diversa la posizione dei cinque cittadini turchi trasportati a bordo della vettura. Tutti hanno presentato domanda di protezione internazionale alle autorità slovene. Una volta concluse le procedure di identificazione e gli adempimenti previsti dalla normativa, sono stati trasferiti in un centro di accoglienza destinato ai richiedenti asilo, dove resteranno in attesa dell’esame delle rispettive richieste.
L’episodio si inserisce nella costante attività di controllo svolta dalla Polizia slovena lungo la fascia di confine con la Croazia, una delle principali direttrici della cosiddetta rotta balcanica. Negli ultimi mesi le forze dell’ordine hanno intensificato i servizi di vigilanza nelle aree rurali del Carso e dell’Istria slovena, con numerosi interventi che hanno portato all’arresto di presunti passatori sorpresi a trasportare migranti diretti verso l’Europa occidentale.
Rakitovec rappresenta uno dei punti più sensibili del territorio, in quanto situato lungo itinerari frequentemente utilizzati dai trafficanti per aggirare i controlli e proseguire il viaggio verso l’Italia. Anche in questo caso il tempestivo intervento degli agenti ha consentito di interrompere il trasporto prima che il gruppo raggiungesse le successive tappe del percorso migratorio.
Articolo di Lorenzo Degrassi


