20 giugno 2026 – ore 8:30 – C’è chi rimugina sull’incubo appena trascorso degli scritti di maturità, chi preferisce guardare avanti e immergersi nello studio fino all’ultimo e chi, invece, vede già davanti a sé una strada tutta in discesa. Manca soltanto il colloquio orale, almeno per la maggior parte dei maturandi italiani: sarà l’ultima tappa di un percorso durato anni, che in un battito di ciglia volge al termine. C’è ancora tempo per ripassare, poco ma sicuro. Ma è proprio durante gli ultimi giorni (o notti) prima dell’esame orale che si tende a commettere errori tanto controproducenti, quanto evitabili. Ecco 5 errori piuttosto comuni, potenzialmente deleteri ma facilmente correggibili.
Studiare fino a notte fonda
Grande classico: nel tentativo di assimilare quante più informazioni possibili si improvvisano maratone di studio notturno, matto e disperatissimo, confidando in un energy drink o in qualche shot di caffè. È vero, ripassare prima di andare a dormire può aiutare a consolidare le informazioni già acquisite. A una condizione, però: bisogna effettivamente dormire, dopo aver studiato. Le evidenze scientifiche parlano chiaro: riposare di meno può compromettere la memoria e la capacità di apprendimento nei giorni successivi. In effetti, è proprio durante il sonno profondo e la fase REM che i legami tra i neuroni coinvolti nell’apprendimento si rafforzano. Le stesse fasi del sonno giocano un ruolo chiave anche nella regolazione delle emozioni: secondo alcuni studi, dormire poco aumenterebbe la reattività dell’amigdala agli stimoli negativi. Tradotto: meno sonno, più stress e irritabilità. Insomma, per certi versi può rivelarsi più strategico dormire, piuttosto che studiare, un’ora in più.
Saltare pasti o cambiare routine
Stress, caldo estivo, iperfocus sullo studio: un cocktail che, molto spesso, provoca una tragica perdita dell’appetito. Qualche snack e un po’ di caffè bastano e avanzano, per uno stomaco annodato. O no? Cos’è quindi quella nebbia mentale che serpeggia tra libri e appunti? Avere la meglio sull’ansia e prendere il controllo della situazione pare impossibile, ma ogni piccolo sforzo può fare la differenza: il corpo ha bisogno di stabilità, per non entrare in modalità emergenza. Servono pasti completi, magari più leggeri del solito, ma regolari, possibilmente consumati alla solita ora. Niente eccessi, niente restrizioni: normalità. Non è il momento di cambiare routine: rinchiudersi in casa 24/7 per studiare, alterando i soliti ritmi e trascurando i momenti di svago abituali non porta al successo, ma al burnout. Invece, mantenendo una routine equilibrata (riposo, alimentazione corretta, un po’ di movimento) diventa più semplice prevenire cali di attenzione e mantenere quotidianamente un buon livello di energia fisica e mentale.
Guardarsi troppo attorno
Il contagio emotivo prima dell’esame orale di maturità è un rischio concreto. Ci sarà sempre qualcuno che ripeterà “non so niente”, “l’esame è impossibile”, e variazioni sul tema. Così come ci sarà sempre qualcuno che sembra più tranquillo, più preparato, immancabilmente sul pezzo. Negatività da una parte, peer pressure dall’altra. La soluzione? Allontanarsi per un po’. Trascorrere gli ultimi giorni ascoltando compagni che prevedono scenari catastrofici può aumentare inutilmente la sensazione di ansia: nonostante una preparazione adeguata, si finisce immancabilmente per assorbire le preoccupazioni degli altri. Senza dubbio, paragonarsi a chi sfoggia una confidence incrollabile è altrettanto controproducente: meglio concentrarsi sul proprio percorso, fare un “detox” da percezioni e pare altrui, e dedicarsi allo studio senza ricercare il confronto con i compagni.
Trascurare educazione civica, PCTO e domande sul futuro
La tendenza, mentre si ripassa per l’orale di maturità, è quella di concentrarsi al massimo sulle materie principali: più che lecito, anzi, ragionevole. Tuttavia, non bisogna sottovalutare il percorso di educazione civica, anch’esso parte integrante del colloquio. Fondamentale poi arrivare preparati alla presentazione del PCTO, immaginando le possibili domande dei commissari e strutturando potenziali risposte. Infine, nel caso (molto plausibile) in cui venga chiesto il fatidico “cosa vuoi fare dopo?”, è importante non fare scena muta. Anche se la risposta non è ancora del tutto chiara e si potrebbe riassumere con un semplice “non lo so”, è sempre meglio prepararsi in anticipo un paio di frasi ben strutturate per districarsi da ogni imbarazzo.
Dare poca importanza all’outfit
L’abito non fa il maturando? Fino a un certo punto. Pur giocando un ruolo apparentemente marginale, l’outfit può influenzare, almeno in parte, la percezione dell’interlocutore e il mindset del candidato. In generale, presentarsi con un abbigliamento troppo trascurato o “da spiaggia” non è un buon biglietto da visita all’esame di maturità. D’altra parte, però, arrivare all’orale con un outfit troppo elegante o completamente diverso dal proprio stile abituale può creare disagio e persino insicurezza. La scelta migliore è una tenuta comoda, sobria e possibilmente fresca. Sentirsi bene con ciò che si indossa è uno dei presupposti indispensabili per riuscire a trasmettere maggiore sicurezza davanti alla commissione.
Insomma, è chiaro che l’orale di maturità non si gioca soltanto sull’impegno dedicato allo studio, ma anche sulle piccole strategie quotidiane che consentono di arrivare preparati, lucidi e sereni davanti alla commissione.
Articolo di Benedetta Marchetti


