Morta Fulvia Costantinides, mecenate che restaurò il Museo Sartorio

21.01.2020 – 17.55 – Dopo un periodo d’infermità che la tormentava da tempo, si è spenta ieri, a 95 anni d’età, Fulvia Costantinides (1924-2020): instancabile giornalista, scrittrice vivace e soprattutto generosa mecenate di Trieste.
La famiglia Costantinides vanta lontane origini a Trieste, risalenti ancora all’ultimo quarto dell’ottocento; il primo grande capostipite della famiglia fu Costantino Costantinides, la cui carriera medica lo portò ad appassionarsi alla psichiatria, dapprima conoscendo Edoardo Weiss e Sigmund Freud e in seguito divenendo medico di spicco a Trieste dal 1919 al 1953. Proprio Fulvia Costantinides lo ricordava nei suoi scritti, affermando che “Era considerato un ottimo diagnosta e ricordo molto bene una frase che ripeteva spesso, riferendosi al manicomio di San Giovanni:I veri matti non sono qui dentro, ma fuori“.
L’unico figlio di Costantino, Giorgio, divenne un’altra prestigiosa figura di Trieste, nella qualità di chimico industriale, quale direttore dei laboratori di ricerca e controllo della Raffineria Aquila e professore alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste.
E fu Giorgio a sposare Fulvia, che aveva simili origini genealogiche, quale figlia di Matteo Giugia, un direttore generale del Lloyd Triestino e amministratore delegato dell’Adriatica di navigazione di Venezia.

Fulvia Costantinides nacque infatti a Genova, nel 1924, divenendo però presto una “triestina d’adozione”. Fu tra le prime donne a laurearsi in Italia in Economia e commercio. Fulvia Costantinides seppe riallacciarsi a una tradizione sempre molto viva, molto presente nella storia della comunità greco-orientale, agendo quale mecenate e benefattrice per una molteplicità di Musei e realtà triestine. Personaggio dinamico, Fulvia Costantinides viene specialmente ricordata per l’azione a favore del Monumento a Verdi e del Museo Sartorio.
In un lontano 1996, Fulvia Costantinides supervisionò il restauro del Monumento a Verdi, definito nell’occasione un esempio “di una nuova cultura della manutenzione che, sola, può favorire la conservazione dei beni culturali per tramandarli ai posteri“.
Altrettanto impressionante fu l’impegno a favore del Museo Sartorio: l’opera maggiore di restauro dell’edificio risale infatti al 2002, quando in memoria del marito, Giorgio, vennero ristrutturate le cucine, la serra, la cappella, la casa del custode… mentre tuttora il Museo possiede tra le sue collezioni quella donata da Fulvia Costantinides, un’eclettica selezione di acquasantiere, gioielli e bijou.

Il cordoglio dalle istituzioni, intanto, è grande e innumerevole: la ricordano infatti con affetto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, così come l’intera amministrazione comunale. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo (Pd), l’ha ricordata come “Un gigante dalla figura minuta, un garbo antico e una volontà d’acciaio, un cuore enorme dove c’era spazio per tutta Trieste. Salutiamo Fulvia Costantinides con tristezza e gratitudine, sapendo però che continuerà a stare tra noi e tra chi verrà dopo di noi: questa donna colta e schietta ha inciso nella nostra città i segni indelebili del suo amore per la cultura, esercitato nella memoria del marito Giorgio e nella tradizione del migliore mecenatismo“.