Villa Haggiconsta, querelle fra Comune di Trieste e Aias. Solidarietà dalla cittadinanza

10.12.2019 – 09.15 – Continua la querelle fra Aias e Comune di Trieste sulla destinazione d’uso di Villa Haggiconsta, sede della storica associazione di volontariato cittadina. Da una parte c’è la decisione da parte della giunta Dipiazza di alienare lo storico comprensorio di via Romolo Gessi, mentre l’Aias da par suo chiede a gran voce di poter continuare ad usufruire della villa in questione.
L’Aias, ormai da molti mesi, contesta al Comune il fatto di aver disatteso il fine assegnato alla struttura dalla Regione FVG. Villa e parco, infatti, erano stati ceduti nel 2015 dall’ente intermedio al Comune di Trieste, che doveva successivamente provvedere a destinarlo alla disabilità quale interesse pubblico meritevole di considerazione. Questo, almeno, secondo quanto è previsto dalla Legge n. 57 del 1971 che permette l’attivazione della procedura cessoria. Il Comune, però, nel frattempo ha allontanato gli assistiti dalla villa per motivi di sicurezza. Con la promessa, poi disattesa, di un futuro rientro. La Giunta insiste nell’offrire soluzioni alternative alla comunità di disabili, l’ultima delle quali prevede la costruzione di una struttura analoga su un terreno che sorge fra l’ex Meccanografico e la stazione di Campo Marzio. Ieri sera l’ultimo capitolo della querelle è approdata in consiglio comunale, alla presenza di soci dell’associazione, ma il confronto sul tema è stato rinviato a causa della mancanza in aula dell’assessore al patrimonio, Lorenzo Giorgi.

Negli ultimi mesi, intanto, non è venuta a mancare la solidarietà da parte della cittadinanza all’Aias: sia via internet con il sito change.org che attraverso il vecchio canale cartaceo, l’associazione di supporto alla disabilità ha raccolto più di duemila firme a favore del mantenimento di Villa Haggiconsta quale struttura di supporto agli invalidi. Ciò, come sottolineano dalla stessa associazione, “sta a significare quanto la comunità locale sia attenta ai nostri problemi e al mantenimento di un importante bene architettonico cittadino”.
«Contesteremo il cambio di destinazione nei modi in cui la giurisprudenza ce lo permetterà – fa sapere al contempo la presidente dell’Aias Claudia Zacchigna – e se necessario ci rivolgeremo alla Soprintendenza per mantenere il vincolo architettonico sul bene. In fin dei conti chiediamo solo che le nostre problematiche vengano ascoltate».

[g.p.]

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