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giovedì, 1 Dicembre 2022

Sindacati scuola, lettera a Regione e Prefetto su ordinanza Ministero

A seguito dell’ordinanza per la mobilità dei docenti emanata dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella serata del 23 marzo, i sindacati regionali scuola (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, RUA Snals-Confsal, Gilda Unams) hanno deciso di inviare nella giornata di ieri, 24 marzo, al Governatore Massimiliano Fedriga, all’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen e al Prefetto di Trieste Valerio Valenti, una lettera unitaria per richiedere di farsi parte attività con il Presidente del Consiglio Giuseppe sullo stop all’ordinanza.

 

“In questo periodo di grave emergenza, in cui il Paese si ferma con senso di responsabilità e i lavoratori, compresi quelli della scuola, stanno lottando contro il virus pagando prezzi enormi e rispondendo all’emergenza con serietà e dedizione” scrivono i sindacati nella lettera. “Siamo rimasti sconcertati dalla decisione del Ministro dell’Istruzione di emanare a scuole chiuse e senza neanche consultare le rappresentanze dei lavoratori della scuola, l’ordinanza con cui avvia le operazioni di mobilità del personale docente, educativo e ausiliario, tecnico e amministrativo (A.T.A.) per l’anno scolastico 2020/2021.”

“Da anni le domande di trasferimento si fanno on line” proseguono i sindacati “ma nel periodo di presentazione numerosissime persone hanno necessità di ricorrere alle segreterie scolastiche, agli uffici dell’Amministrazione, alle sedi sindacali, affollate ogni anno all’inverosimile per soddisfare richieste d’informazione ed assistenza da parte del personale docente, educativo e A.T.A.”

Fissare il termine finale delle domande al 21 aprile è assoluta mancanza di buon senso, in quanto incompatibile con le restrizioni alla circolazione delle persone giustamente adottate dal Governo. Si evidenzia inoltre” prosegue “come questa scelta rappresenti una mancanza di rispetto per tante lavoratrici e lavoratori che oltre a vivere situazioni personali e familiari pesantissime, stanno producendo uno sforzo encomiabile per mantenere viva, tra mille difficoltà, l’attività didattica e la relazione educativa con gli alunni.

“Il provvedimento” conclude “è stato adottato ancora una volta in grave violazione delle regole che assegnano la mobilità all’ambito dell’attività negoziale. Il confronto, negato, avrebbe consentito fra l’altro di individuare modalità diverse per gestire in tempi e modi ragionevoli la mobilità del prossimo anno scolastico, tenendo anche conto dell’impatto devastante di questa emergenza.”

 

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