Violenza sui minori: il ruolo del “Burlo” per contrastarla

11.11.2019 – 22.30 – L’ospedale “Burlo Garofolo”, durante la manifestazione “Diritti e Storti” organizzata per il 30° anniversario della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha illustrato il protocollo e le attività messe in atto dall’Istituto per gestire le violenze sui minori.
“Per ogni maltrattamento fisico riconosciuto ce ne sono 75 nascosti, e per ogni abuso sessuale individuato, 30 rimangono sommersi” sottolinea il dott. Claudio Germani, responsabile della Pediatria d’urgenza e del Pronto soccorso pediatrico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera i fenomeni di violenza sui minori e sulle donne fortemente connessi, nonchè uno dei maggiori problemi di sanità pubblica a livello internazionale.
È fondamentale intraprendere un percorso dedicato per riconoscere e gestire la violenza sui minori in modo tale da tutelarli. Così sta facendo il Burlo ormai da molti anni, grazie alla presenza di un protocollo specifico che prevede un lavoro sinergico con il servizio sociale ospedaliero: difatti quando un medico o un infermiere del pronto soccorso ha dei sospetti di violenza, deve fare una segnalazione al servizio sociale per decidere insieme se sia il caso di allertare le autorità giudiziarie; quando invece i segnali sono più netti o è presente una testimonianza del minore maltrattato, le autorità giudiziarie vanno direttamente contattate da parte del medico del pronto soccorso.

«Il lavoro del Burlo in questo ambito specifico – ha commentato il Vicepresidente con delega alla Salute, Riccardo Riccardidimostra una volta di più quanto il concetto di salute abbia confini molto più ampi del perimetro ospedaliero e risieda in particolare sul territorio dove maturano gli anticorpi alla violenza che prendono avvio dall’inclusione. Occorre avere uno sguardo ampio e trasversale sulla persona, sui suoi percorsi di salute iniziando fin da più piccoli un processo di integrazione in una visione di prevenzione e tutela».
La dottoressa Laura Novello, assistente sociale del Burlo Garofolo, aggiunge come sia opportuno mettere in atto tutte le misure di protezione per il bambino. Fare rete è fondamentale, infatti il Burlo “rappresenta un ingranaggio di un meccanismo molto più vasto”.
Innanzitutto, bisogna garantire una continuità assistenziale al minore, in collaborazione con i servizi dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata (Asuits) e con il servizio sociale del comune di Trieste, rappresentato al convegno dal dottor Paolo Taverna.
Ulteriori misure di protezione sono garantite dal Tribunale per i Minorenni” spiega la dottoressa Angela Gianelli, giudice di Trieste.
Qualora la violenza sia rivolta verso madre e bambini, entrambi sono indirizzati al centro antiviolenza dove vengono presi in carico da psicologi e psicoterapeuti, come la dottoressa Maria Grazia Apollonio che al convegno ha illustrato il ruolo del centro antiviolenza di Trieste.
Se i maltrattamenti subiti sono particolarmente gravi o prevedono abuso sessuale, i minori sono seguiti da gruppi di psicologia specialistica “ conclude la dottoressa Mariagrazia Giachin, psicologa psicoterapeuta.
Se poi entrambi i genitori non risultano essere protettivi nei confronti dei propri figli e se non ci sono altre risorse familiari, i bambini vengono provvisoriamente mandati in un contesto extrafamiliare rappresentato dalle comunità di accoglienza.
Al riguardo l’assessore al Sociale del Comune di Trieste, Carlo Grilli ha affermato come sia «dovere dell’amministrazione investire sui nostri bambini e bambine. Abbiamo numeri importanti con 1650 bambini che il Comune di Trieste aiuta e sostiene, la maggior parte all’interno delle loro famiglie in quanto è diritto dei bambini condividere il precorso con i genitori, mamma o papà o auspicabilmente con entrambi anche se questo, purtroppo, non è sempre possibile».
Al convegno sono intervenuti i rappresentanti di numerose comunità e case famiglia che hanno fornito una testimonianza del prezioso lavoro svolto nella protezione dei minori.

Michela Porta