11.11.2019 – 17.24 – Arrivano, dopo l’esplosione del caso Fincantieri con informazioni e indiscrezioni trapelate alla stampa in merito a dirigenti dello stabilimento di Marghera che sarebbero nei libri paga dei fornitori e gestirebbero in maniera quindi illecita le catene degli appalti, le prese di posizione di chi si ritrova coinvolto nella vicenda. Forte la smentita dell’avvocato Luigi Quintarelli, penalista che assiste Antonio Quintano, direttore proprio di Marghera.
“In merito alle notizie di stampa sulle indagini in corso da parte della Guardia di Finanza di Venezia, e le ipotesi di reato diffuse”, scrive Quintarelli, “in nome e per conto del mio assistito, l’ing. Antonio Quintano, direttore dello stabilimento di Marghera, dichiariamo la completa estraneità ai fatti a lui contestati”. Il direttore si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e onorabilità, prima tra tutte in sede penale, nei confronti degli autori delle dichiarazioni, che identifica come calunniose e diffamatorie della sua immagine umana e professionale. “Il denunciante”, precisa l’avvocato Quintarelli, “è stato messo agli arresti in seguito alle accuse dei proprio dipendenti, ed è tra gli autori delle calunnie; la società di cui è titolare è stata estromessa dal ciclo produttivo, come altre nel corso di questi anni, in seguito alle diverse irregolarità riscontrate relativamente al rispetto di normative e contratti vigenti, in particolare per quanto attiene al versamento di retribuzioni e contribuzioni. Dal 6 novembre 2018 sono stati interrotti tutti i rapporti con la società di cui il denunciante è titolare. Fiducioso nell’operato della Magistratura, Quintano auspica che le aziende coinvolte contribuiscano a fare piena chiarezza nel rispetto della verità”.
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