10.11.2019 – 13.16 – Dopo il titolo (mancato) di Città della Letteratura, Trieste gareggia da tempo per venire inserita quale Learning City e per esteso, nel Friuli Venezia Giulia, quale Learning Region. Se così fosse, i mesi di lavoro per questo risultato potrebbero venire pubblicizzati nell’occasione della vetrina di ESOF2020, generando alleanze e collaborazioni con le altre Learning Cities Unesco. Quest’ultima è una rete costituita da un insieme di città che mirano a collaborare per migliorare l’apprendimento dei propri cittadini a trecentosessanta: dallo studio, all’Università, ai corsi di formazione e aggiornamento sul lavoro, all’apprendimento in famiglia. Non a caso da anni la pedagogia propone un “apprendimento permanente” che segua l’uomo durante tutta la sua esistenza, senza limitarsi a a uno sterile percorso di studi. Proprio con quest’obiettivo oggi è stato siglato un “Accordo di partenariato sull’educazione permanente” tra la Regione, l’Università delle LiberEtà, il Comune di Modi’in- Maccabim-Re’ut, il Centro multidisciplinare per l’apprendimento di Modi’in, l’Unione delle municipalità israeliane e il Comune di Banja Luka. Erano presenti il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Formazione, Alessia Rosolen. Non sono solamente scambi diplomatici, perchè tutto ciò si tradurrà in uno scambio commerciale con Israele prossimo agli 80 milioni di euro, in larghissima parte costituito da esportazioni. Un incontro propedeutico, a questo proposito, era già avvenuto lo scorso gennaio 2019, quando l’assessore Rosolen aveva incontrato Haim Bibas, sindaco della città di Modi’in, presidente dell’Unione delle municipalità di Israele.
“Il Mediterraneo – ha sottolineato Fedriga – è, assieme alla Mitteleuropa, lo sbocco naturale per il Friuli Venezia Giulia sotto il profilo sociale, culturale ed economico: investire sulle relazioni internazionali significa pertanto abbracciare nuove prospettive di sviluppo, facendo leva in particolare sulla condivisione degli obiettivi e sulla capacità di pianificare il futuro, traendo spunto dalle cosiddette ‘best pratices‘ dei partner”.
Il governatore ha inoltre voluto porre l’accento sullo storico legame che unisce la comunità ebraica e il Friuli Venezia Giulia, “sede della sinagoga più grande d’Italia e patria di poeti e scrittori che, con i loro versi e la loro prosa, hanno lasciato un segno indelebile nel cuore degli italiani e del mondo”.
“L’apprendimento permanente e l’innovazione – ha poi spiegato l’assessore Rosolen – sono strumenti fondamentali per vincere la sfida dell’esclusione sociale: un aspetto sul quale specie il Friuli Venezia Giulia, realtà anagraficamente non giovane, deve tenere alta la guardia, e su cui la Regione interviene con lo stanziamento di oltre 50 milioni di euro.”
“Al di là della tappa di aprile, che vedrà la presentazione della candidatura all’Unesco – ha quindi concluso Rosolen -, è fondamentale che le amministrazioni, a ogni livello, lavorino su una programmazione che sappia immaginare la società di domani, costruendo percorsi coerenti e politiche all’altezza per rispondere alle sollecitazioni del mercato globale e di statistiche demografiche che, allo stato attuale, ci pongono innegabilmente in una posizione difficile.”


