23.10.2019 – 09.10 – “Logistica, ricerca e innovazione“. Sono queste le tre parole chiave che sono ricorse più volte nell’incontro tra il vicesindaco Paolo Polidori e il nuovo Console Generale d’Austria a Milano, Clemens Mantl. Con alle spalle un background di studi diplomatici ed esperienze internazionali, Matl ha compiuto gli studi post laurea proprio a Gorizia; conosce dunque bene la realtà locale. A questo proposito Matl ha dichiarato tutto il suo interesse affinché l’Austria abbia legami più stretti con Trieste e la sua Regione; “un territorio sempre molto importante per noi, dove peraltro anche la ‘diplomazia diretta’ fra le diverse città e regioni sui temi di comune interesse assume un ruolo sempre più significativo”.
“In ogni modo, nei prossimi quattro anni del mio mandato – ha aggiunto il diplomatico – prevedo che un sempre maggiore ruolo sarà rivestito, nei nostri scambi, dai temi della logistica e della portualità, dell’innovazione e della ricerca.”
A questo proposito il Vicesindaco Polidori ha ricordato l’importante ruolo svolto dagli enti scientifici a Trieste, così come la buona crescita portuale, garantita da quel Porto Franco Internazionale che ha attirato la stessa Ungheria. E a questo proposito, ha abbozzato Polidori, perchè anche l’Austria non apre un suo scalo a Trieste? Una proposta a cui il Console ha risposto temporeggiando, accennando a come l’Austria abbia un grande interesse nello vedere rafforzato la ferrovia che connette il Porto di Trieste con il centro-est Europa.
Il Vicesindaco ha poi accennato alla questione della Rotta Balcanica, chiedendo all’Austria come si comporterà al riguardo, considerando gli imponenti flussi migratori fronteggiati dalla Slovenia, dalla Croazia e non ultimo dal Friuli Venezia Giulia.
La questione, ha spiegato il Console, è complessa e non può essere risolta senza una maggiore cooperazione internazionale. L’Austria deve ancora formare il nuovo governo, pertanto non c’è ancora una chiara direttiva. In ogni caso, ha ricordato il Console, serve “una più stretta unione fra i diversi Paesi, poiché non può che essere questo il nostro futuro, anche per potersi confrontare con le più grandi entità come gli USA, la Russia e la Cina“. A cui Polidori ha ribattuto immediatamente: “Conservando però le rispettive caratteristiche e senza perdere le positive, preziose peculiarità di ognuno, meglio se nell’ambito di una ‘Europa dei popoli'”.
La visita si è infine conclusa con una passeggiata nel Porto Vecchio.


