26.10.2019 – 08.10 – “Non c’è alcuna condivisione da parte delle istituzioni, in particolare della Regione Friuli Venezia Giulia, su un’ipotesi di chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola il 31 dicembre, così come il dato occupazionale è il tema principale sul quale si deve costruire l’intero percorso di riconversione”. Lo hanno detto ieri a Trieste gli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Fabio Scoccimarro (Difesa dell’ambiente) nel corso della riunione organizzata dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie della Ferriera di Servola e dedicata al futuro dello stabilimento. Rosolen, annunciando per giovedì 31 ottobre la convocazione in Regione di un tavolo sull’impianto siderurgico, ha rassicurato i lavoratori affermando che “da parte dell’Amministrazione c’è la piena consapevolezza che dietro ai numeri indicati dai progetti dell’azienda ci sono le persone, i lavoratori e la loro sicurezza da tutelare”.
Pochi giorni fa, il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, alla vigilia del secondo incontro con Giovanni Arvedi proprietario dello stabilimento, ha parlato ai microfoni della RAI di “decisione già presa per il superamento dell’area a caldo”, su cui “non si torna indietro”, accompagnata da una decarbonizzazione del sito di Servola. Nel contesto del rischio di perdita di posti di lavoro, Patuanelli ha parlato di uno sviluppo portuale evidente e di area destinata alla logistica, confermate anche giovedì sera dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale. Più di una volta, però, l’Autorità di Sistema Portuale stessa ha già sottolineato di non poter supportare ipotesi di totale riqualificazione dei lavoratori proprio in ambito logistico, preoccupazione condivisa anche dalla base sindacale. Di fronte agli intenti tracciati al Mise dal Gruppo Arvedi, Rosolen ha sottolineato che la Regione è pronta a supportare con gli strumenti di politica del lavoro la realizzazione di un piano che preveda il riassorbimento completo delle maestranze una volta realizzato il potenziamento del laminatoio. “Un percorso che”, hanno evidenziato Rosolen e Scoccimarro, “una volta condiviso dovrà vincolare gli impegni, in primis quelli occupazionali, all’interno del nuovo accordo di programma”.
[r.s.]


