31.10.2019 – 11.00 – Trieste è una Città della Letteratura secondo le istituzioni; o per i triestini; o per gli amanti dei libri. Ma non per l’UNESCO. La città infatti ha perso la gara per “sbloccare” il prestigioso riconoscimento di città creativa. Chiunque abbia visitato una biblioteca o una libreria o una mostra a Trieste avrà notato i segnalibri e gli opuscoli con la sigla LETS. Una delle tante iniziative messe in campo dal Comune per dimostrare di essere una città letteraria, per avere quel formale riconoscimento già conferito dai turisti e dagli intellettuali che l’hanno definita una “città di carta”. Probabilmente il lascito più importante di questa gara rimarrà il Museo della Letteratura, in allestimento presso la sede storica della Biblioteca Hortis.
Hanno invece trionfato, in Italia, i riconoscimenti “caserecci”: Bergamo con i suoi formaggi e Biella con l’artigianato locale. UNESCO preferisce il Grana Padano ai versi di Saba, il Gorgonzola ai romanzi di Joyce. La pagina LETS del Comune di Trieste tenta di smorzare la delusione, la piglia come una sfida. L’assessore Serena Tonel, dal suo canto, promette di riprovarci nel 2021, ammette la sorpresa.
“SPERAVAMO NEL LIETO FINE. INVECE È UN BELL’INIZIO.
Non abbiamo vinto, ma abbiamo messo insieme una grande squadra.
Ci siamo guardati in faccia e abbiamo visto facce da scrittori e da lettori.
Trieste è la Citta della Letteratura. Sempre.
Facciamoci un applauso.
Facciamo gli auguri alle nuove città creative.
E continuiamo a scrivere una nuova pagina!”


