‘Amache libere’, domani flashmob di protesta nella pineta di Barcola?

19.07.2019 – 11.18 – Domani, sabato 20 luglio, dalle ore 18 alle 19, la città si mobilita con un flashmob nella pineta di Barcola, intitolato “Amache libere“. L’obiettivo è “rivendicare il diritto al pisolino a Barcola cullato dal dondolio di un’amaca”. Gli hashtag dell’iniziativa sono #amachelibere #disobbedienzacivile. È stato realizzato inoltre un evento facebook al quale in poche ore hanno aderito 50 persone. [Aggiornamento 19.07.19 12:40 Non sembra risultare al momento un evento su Facebook, nonostante le affermazioni degli organizzatori] La protesta è nata dal basso in seguito a un tam-tam via Social, scaturito dall’indignazione e dallo stupore per la multa di trecento euro inflitta a un turista austriaco che aveva messo un’amaca tra due alberi, nella nota zona balneare. I triestini desiderano così esprimere solidarietà nei confronti dell’uomo e protestare l’eccessiva rigidità “poliziottesca”, già rimproverata nell’occasione della multa per la bestemmia.

Il turista austriaco, due giorni fa, dormiva su un’amaca posizionata tra due alberi, all’altezza del secondo e terzo Topolino. Svegliato dalla Polizia, verso le 16, aveva mostrato i documenti e successivamente era stato severamente multato, perché “negli spazi a verde è vietato appendere agli alberi e agli arbusti strutture di qualsiasi genere” (articolo 36 del Regolamento del Verde pubblico). L’episodio, hanno osservato molti commentatori, getta una cattiva luce sulle ambizioni di Trieste quale “città turistica e accogliente”.

Ironia pacata, infine, dall’ex sindaco Roberto Cosolini, tramite profilo Facebook: “Per fortuna la mia passione per il Messico e le sue amache mi ha indotto a montare una comoda amaca dello Yucatàn in casa… Così posso distendermi con una cerveza o un daiquiri senza correre rischi. A parte gli scherzi, magari soprattutto verso un turista straniero in una città accogliente si può iniziare spiegando la regola e invitando a rispettarla”.

La notizia del flashmob era stata inizialmente diffusa dai giornali “Messaggero Veneto” e dall’Agenzia Stampa Ansa Fvg.