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lunedì, 3 Ottobre 2022

Via della Seta, Pagliara: “La Cina punta a un primato nella tecnologia”

11.05.2019 – 08.26 – La Cina sta compiendo un grande balzo in avanti, destinata a catapultarla tra le maggiori potenze tecnologiche mondiali, abbandonando le sue radici finora squisitamente industriali. Le Silicon Valleycinesi” presto daranno filo da torcere agli hub statunitensi ed europei, con inevitabili ripercussioni sul progetto della NuovaVia della Seta” e della stessa Trieste. Il corrispondente Rai da Pechino, Claudio Pagliara, ha così descritto la situazione cinese, nell’ambito del festival Link del Premio Luchetta, con il direttore de Il Piccolo, Enrico Grazioli, e l’autore del libro “La nuova Via della Seta”, Francesco De Filippo.

Secondo Pagliara, “l’obiettivo della Cina è anche sfidare la storica supremazia statunitense. E ciò emerge anche dai nuovi campus universitari allestiti anche da grandi colossi cinesi, campus che nulla hanno da invidiare a quelli statunitensi, Silicon Valley compresa”.

Verso i primi anni dell’ottocento gli Stati Uniti venivano derisi dagli europei come un paese di ladri, pirati, contrabbandieri e soprattutto plagiatori seriali: gli americani infatti rubavano invenzioni, tecnologie e persino romanzi dai cugini oltremare, senza alcun riguardo per brevetti e copyright. Tra i tanti esempi, persino i romanzi di un bestseller dell’epoca, quale Charles Dickens, vennero pubblicati senza pagare alcuna royalties all’autore, semplicemente copiando i suoi testi. Come i cinesi sono stati a lungo derisi come degli “imitatori“, che producono, per l’appunto, “cinesate“, allo stesso modo gli americani venivano considerati imitatori e ladri, senza originalità. Eppure, dopo nemmeno cinquant’anni, al più un secolo, proprio grazie a questa disinvolta operazione di pirateria, gli Stati Uniti erano divenuti una potenzia mondiale, capace di un’inventiva e una creatività senza rivali. L’allievo americano aveva superato il maestro europeo.

In tal senso non è difficile vedere verso la Cina contemporanea gli stessi atteggiamenti degli europei nei confronti degli americani, verso i primi dell’ottocento: disprezzo, accuse di illegalità e derisione. I cinesi oggigiorno vengono accusati di rubare tecnologie e brevetti di altri paesi, sfruttandoli poi come base per i propri. Un comportamento identico a quello americano, due secoli fa. E allo stesso modo, come rivela Pagliara, questo sta garantendo ai cinesi una base sulla quale elaborare le proprie tecnologie, le proprie innovazioni. Rimane da domandarsi se si preferisce riconoscere questo fatto e trarne vantaggio o mantenere il comportamento altezzoso e in ultima analisi miope degli europei di due secoli fa.

“Chi ha paura della Cina – ha concluso Grazioli – ha paura di assumersi la responsabilità del cambiamento e di affrontare una sfida da gestire. Questo è un processo da gestire. Perché solo in questo modo si può avere un ruolo da protagonista e non da gregario”.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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